+3 Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
Democratic Design: lo stato della progettazione partecipata in mostra a Berlino
È in corso fino al 28 gennaio 2026 all’Aedes Architecture Forum di Berlino, la mostra Democratic Design. Space for Cooperation, Collaboration and Compromise, un progetto che indaga come architettura, pianificazione e spazi pubblici possano favorire partecipazione, inclusione e coesione sociale.

Attivo dal 1980, Aedes è un forum internazionale di architettura e una piattaforma culturale indipendente dedicata al dibattito sull’ambiente costruito. Non un museo in senso tradizionale, ma uno spazio di ricerca, esposizione e confronto, in cui l’architettura viene letta come pratica culturale e politica, capace di intercettare temi sociali, urbani e ambientali attraverso mostre, talk, workshop.

All’interno di questo quadro si colloca Democratic Design, che riunisce una selezione di progetti europei accomunati da processi di progettazione partecipata e da un’attenzione esplicita alle dinamiche democratiche.
In mostra edifici, interventi di riuso, dispositivi spaziali e pratiche collettive che danno forma a luoghi di confronto, apprendimento e convivenza, spesso nati in contesti fragili o marginali.

Tra i progetti esposti figurano esperienze che interpretano l’architettura come infrastruttura civica, dal riuso di grandi complessi pubblici come Europarc a Bruxelles, fino a interventi urbani come Prossima Apertura ad Aprilia di studio Orizzontale, nati da processi di negoziazione e coinvolgimento diretto delle comunità.
La mostra è affiancata da una serie di Lab Talk, coinvolgendo architetti, urbanisti, ricercatori e attivisti, e da un catalogo che raccoglie i progetti e una serie di contributi critici, prolungando la riflessione oltre lo spazio espositivo.







