Dal 9 all’11 ottobre 2026, Edit Napoli torna negli spazi de La Santissima per l’ottava edizione. Curata da Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi, la fiera dedicata al design editoriale e d’autore riunisce circa 80 espositori italiani e internazionali, insieme a installazioni, progetti speciali e workshop aperti al pubblico.

Il tema Where Design Shapes concentra l’attenzione sui processi che precedono l’oggetto finito: materiali, tecniche, competenze produttive e relazioni tra designer, artigiani e imprese. Tra le novità debutta Camera con Vista, format che invita studi, progettisti e aziende a interpretare la camera come spazio di sperimentazione. Arredi, oggetti e superfici compongono differenti visioni dell’abitare, accomunate dal rapporto simbolico con il panorama del Golfo e del Vesuvio.

Al primo piano de La Santissima, Dwa Design Studio firma un’installazione per Lancia, main sponsor dell’edizione, in occasione del lancio di una nuova auto. L’ingresso accoglie invece un intervento del designer e artista francese Olivier Vadrot, concepito come luogo di sosta e incontro.
Tornano inoltre i vincitori dell’edizione 2025, Chiara Lionello e Katryna, accanto a una nuova selezione di designer e realtà indipendenti. La partecipazione internazionale è sostenuta da ICE, che porterà a Napoli oltre 40 professionisti tra architetti, developer e rappresentanti dei media provenienti da dodici Paesi.

La Santissima ospita anche Cultural Currencies: Cape Town Furniture Week x Edit Napoli, progetto curato da Francesca Lanzavecchia. La mostra mette in relazione Napoli e Città del Capo attraverso i lavori di cinque studi sudafricani: African Jacquard, Ananta Design Studio, James Mudge Furniture Studio x Mungo, Water Dixon e Wiid Design. Il confronto parte dai legami che entrambe le città intrattengono con il mare, la geologia e le risorse locali.
Il programma diffuso Edit Cult si concentra nel 2026 nel quartiere di Chiaia, con un itinerario tra architetture storiche e interventi contemporanei. Al museo Diego Aragona Pignatelli Cortes arrivano due delle sei isole tessili di Crochet Coral Reef, progetto di Margaret e Christine Wertheim sviluppato con il museo Frieder Burda.

Nella Chiesa di San Rocco a Chiaia, Fabrizia Frezza e Felice Limosani firmano Archetipi di Pace: sculture in cotto, smalto e cocciopesto occupano i cinque altari e dialogano con un’installazione video composta da luce, parole ed etimologie. A Palazzo Ruffo della Scaletta, L’Equilibrista di Lombardini22, realizzato con Mangini e B&B Italia, costruisce un sistema di elementi sospesi e contrappesi sensibile anche al passaggio dei visitatori.

La Fondazione Plart dedica a Massimo Lunardon la mostra Controtempo, curata da Domitilla Dardi. Oltre cinquanta opere in vetro ricostruiscono il percorso dell’artista e artigiano attraverso le collaborazioni con designer, architetti e artisti internazionali. Nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, Common Ground di Margherita Rui riunisce NasonMoretti, Fornace Brioni, Fortuny, Imolarte e Amenta Incisioni attorno alla tavola, intesa come luogo d’incontro tra manifatture, materiali e territori italiani.

A Palazzo Cellamare, Lights on Spain raccoglie le lampade di Tomás Alía, Álvaro Catalán de Ocón, Curro Claret, Mayice Studio, Lucas Muñoz Muñoz e Jorge Penadés. Curata da Edit Napoli con il sostegno del programma PICE, la mostra indaga il rapporto tra la luce contemporanea e gli interni storici dell’edificio.

Per la prima volta la fiera propone anche due workshop aperti al pubblico. Studio CoPain utilizzerà il pane raffermo come materiale da levigare, incidere e assemblare per costruire piccole architetture. L’artista e ricercatrice Alison Grace Martin guiderà invece la realizzazione di strutture tridimensionali intrecciate in carta, ispirate alle geometrie di fiori e conchiglie.