Il Lucas Museum di Mad a Los Angeles

Il 22 settembre 2026 aprirà al pubblico il Lucas Museum of Narrative Art, fondato da George Lucas e Mellody Hobson e progettato da Mad all’interno dell’Exposition Park, a Los Angeles.
La costruzione, lunga circa 213 metri, si solleva dal terreno lasciando che il nuovo parco progettato da Studio-MLA prosegua al di sotto e al di sopra dell’edificio.

Il Lucas Museum of Narrative Art all’interno di Exposition Park, con il centro di Los Angeles sullo sfondo. Il museo occupa un campus di circa 5,3 ettari, ph. ©Hufton+Crow.

 

Una grande forma biomorfa, rivestita da pannelli chiari e attraversata al centro da un vuoto ellittico, si appoggia in pochi punti al terreno del parco. Il museo occupa l’angolo nord-occidentale del polo culturale e sportivo di 65 ettari situato a sud-ovest del centro di Los Angeles, dove si trovano anche il Natural History Museum, il California African American Museum, il California Science Center, il Memorial Coliseum e il Bmo Stadium.

 

Il Lucas Museum visto attraverso il parco progettato da Studio-Mla, ph. ©Iwan Baan.

 

Il museo fondato da George Lucas e Mellody Hobson è dedicato alle forme d’arte che raccontano storie attraverso le immagini, superando la separazione tra belle arti e cultura popolare: dalla pittura all’illustrazione, dai fumetti alla fotografia, fino al cinema e ai media digitali.
L’apertura al pubblico arriva dopo un percorso iniziato nel 2014 con un concorso internazionale per una sede inizialmente destinata a Chicago. Dopo l’abbandono di quell’ipotesi e il confronto tra possibili localizzazioni in California, nel 2017 fu scelto Exposition Park, anche per la vicinanza con i quartieri di South Los Angeles e con oltre 500 scuole presenti nel raggio di circa otto chilometri.

 

Il volume curvilineo del museo emerge tra la vegetazione dell’Exposition Park. L’involucro è composto da 1.271 pannelli in polimero rinforzato con fibra di vetro, tutti differenti, ph. ©Iwan Baan.

 

La visione architettonica è firmata da Ma Yansong e dallo studio Mad, con Dang Qun e Yosuke Hayano come principal partner responsabili del progetto. Stantec, guidato da Michael Siegel, ha seguito lo sviluppo tecnico e il coordinamento del progetto fino alla realizzazione. Il progetto del parco e dei giardini è  di Studio-Mla.

 

Lo specchio d’acqua contribuisce al sistema di raffrescamento dell’edificio, ph. ©Iwan Baan.

 

L’intervento trasforma un’area precedentemente occupata da parcheggi asfaltati in un campus di circa 5,3 ettari, nel quale edificio e spazi aperti sono concepiti come parti di un unico sistema.

Il museo misura circa 27.900 metri quadrati, distribuiti su cinque livelli, e raggiunge un’altezza di quasi 33 metri. La sagoma si estende per circa 213 metri in lunghezza e 82 in larghezza, ma la percezione delle sue dimensioni viene modificata dal modo in cui il volume si solleva sopra il terreno, generando una successione di passaggi coperti, piazze e viste verso il parco.

 

Particolare delle coperture del museo, dove superfici verdi e aree fotovoltaiche sono integrate nella geometria dell’edificio. Il tetto ospita quasi 6 mila metri quadrati di giardino, ph. ©Hufton+Crow.

 

Il punto centrale della composizione è un grande arco sostenuto da travi in acciaio con una luce di circa 56 metri. Al di sotto, una piazza pubblica mette in comunicazione gli ingressi nord e sud e offre una zona riparata dal sole.
Quattro piani più in alto, un oculo ellittico apre una vista diretta verso il cielo. L’operazione riduce l’impronta dell’edificio al livello del suolo e permette ai percorsi pedonali e alla vegetazione di proseguire sotto la costruzione.

 

La Lucas Plaza mette in comunicazione gli ingressi nord e sud del museo. Sotto il grande arco centrale si apre uno spazio coperto largo circa 56 metri, ph. ©Hufton+Crow.

 

Ma Yansong ha immaginato il museo come un’estensione delle grandi chiome arboree di Exposition Park. Ne deriva un’architettura priva di una facciata principale tradizionale e, secondo lo studio, senza una sola linea retta: una superficie continua che cambia inclinazione e curvatura, definendo di volta in volta coperture, pareti e margini del tetto.

Il rapporto tra volume costruito, percorsi e vegetazione estende l’esperienza del museo oltre le sale espositive.

 

Il nuovo parco pubblico sostituisce una superficie precedentemente occupata da parcheggi. Il progetto di Studio-Mla comprende giardini, percorsi, un anfiteatro, un prato e una fontana, ph. ©Hufton+Crow.

 

L’involucro è formato da 1.271 pannelli in polimero rinforzato con fibra di vetro, scelto per ottenere superfici curve con un peso inferiore rispetto ad altri materiali.
I pannelli, con dimensioni medie di circa 2,4 per 9,7 metri, sono tutti differenti per forma e posizione. La loro produzione ha associato modellazione digitale, lavorazioni robotizzate e finitura manuale, necessaria per controllare continuità delle superfici e uniformità cromatica.
Anche la disposizione e l’ampiezza dei giunti sono state calibrate in relazione alle geometrie dell’edificio. Una fascia in calcestruzzo rinforzato con fibra di vetro segue invece i bordi del parco e raccorda le diverse quote del terreno.

 

Veduta aerea del parco progettato da Studio-Mla, con prati, giardini, percorsi pedonali e sculture all’aperto. Il nuovo spazio verde occupa un’area precedentemente destinata a parcheggi, ph. ©Iwan Baan.

 

La complessità della forma ha richiesto un sistema di progettazione e coordinamento condiviso in cloud, utilizzato da oltre 150 tra architetti, ingegneri e designer. Particolare attenzione è stata riservata anche alla risposta sismica. L’intero edificio poggia su 281 isolatori alla base, ciascuno costituito da una superficie concava in acciaio del diametro di circa 1,8 metri e da un elemento sferico collocato sopra le fondazioni.
In caso di terremoto il sistema consente alla costruzione di spostarsi fino a circa 107 centimetri in ogni direzione per poi tornare nella posizione iniziale. Lungo il perimetro del piano terra, un giunto largo circa 2,4 metri permette i movimenti indipendenti tra edificio e suolo circostante.

 

La Research Library si sviluppa su tre livelli e si affaccia sul parco attraverso una parete vetrata, ph. ©Hufton+Crow.

 

Gli spazi pubblici dei livelli inferiori comprendono i due foyer, dieci studi e aule didattiche, il negozio, una caffetteria, la biblioteca e due sale cinematografiche da 299 posti ciascuna.

La Research Library, disposta su tre livelli e affacciata sul verde attraverso vetrate a tutta altezza, riunisce collezioni generali, libri rari e archivi. Tra i nuclei conservati figurano più di 30mila fumetti, oltre 2.900 volumi provenienti dalla biblioteca personale dello studioso di mitologia Joseph Campbell e una selezione dei materiali della Skywalker Ranch Library.
La sala di lettura e la collezione generale saranno accessibili gratuitamente, mentre i fondi speciali potranno essere consultati su appuntamento.

 

L’ingresso degli spazi educativi, delimitato da una parete vetrata curva. Il museo comprende dieci studi e aule per attività didattiche, ph. ©Iwan Baan.

 

I due cinema sono intitolati a Robert Flaherty, tra i pionieri del documentario, e a Slavko Vorkapich, regista e teorico noto per le sue sperimentazioni sul montaggio.
Non funzioneranno soltanto come sale per proiezioni programmate, ma come ambienti visitabili durante l’intera giornata, nei quali il pubblico potrà entrare e uscire liberamente.
Il primo approfondirà il rapporto tra cinema, realtà e processi creativi; il secondo sarà dedicato alle componenti percettive del film – luce, movimento, suono, colore e montaggio – attraverso opere di durata variabile, dai cortometraggi delle origini a produzioni contemporanee.

 

L’ingresso del Lucas Museum. In alto, l’oculo ellittico attraversa il volume dell’edificio, ph. ©Hufton+Crow.

 

Le gallerie occupano complessivamente circa 9.300 metri quadrati distribuiti su tre piani. Dal foyer nord, tre ascensori cilindrici trasparenti conducono al quarto livello, dove un percorso ad anello attraversa circa 7.600 metri quadrati di sale. Il quinto piano aggiunge quasi 750 metri quadrati di spazi espositivi, una grande sala per eventi e il ristorante Skywalker Grill, progettato da Rockwell Group, con ambienti interni e terrazza panoramica.

 

Uno dei foyer del Lucas Museum, ph. ©Hufton+Crow.

 

Le mostre inaugurali riuniranno più di 1.300 opere provenienti dalla collezione del museo, costituita da oltre 40 mila pezzi raccolti da George Lucas nell’arco di cinquant’anni. Il percorso non segue una distinzione rigida tra arti maggiori, cultura popolare e produzione cinematografica, ma accosta dipinti, illustrazioni editoriali, fumetti, manga, fotografie, murales, costumi, oggetti di scena e immagini in movimento.

 

Un ambiente panoramico del museo, caratterizzato da superfici continue e da una lunga apertura vetrata affacciata sulla città, ph. ©Iwan Baan.

 

Le oltre trenta gallerie sono organizzate per temi, generi, tecniche e singoli autori. Alle narrazioni dedicate alla famiglia, all’infanzia, al lavoro, allo sport e alla vita collettiva si affiancano sezioni sull’avventura, il fantasy, il romance e la fantascienza.
Il percorso comprende opere di Vincent van Gogh, Frida Kahlo, Jacob Lawrence, Charles White, Beatrix Potter, Norman Rockwell, N.C. Wyeth, Maxfield Parrish, Frank Frazetta, Charles Schulz, Jack Kirby, Frank Miller, Robert Capa, Gordon Parks, Dorothea Lange, Diego Rivera, Judith F. Baca e JR.

Maternity (2015), scultura in bronzo di Fernando Botero, è una delle dieci opere monumentali collocate lungo i percorsi del parco, ph. ©Paul Salveson.

 

La sezione cinematografica aprirà con Star Wars in Motion, dedicata ai veicoli dei primi sei film della saga attraverso disegni preparatori, costumi e oggetti di scena. Un’installazione di disegni, fotografie e render presenterà inoltre Ma Yansong come autore di una propria narrazione architettonica, mettendo in relazione il Lucas Museum con altri progetti di Mad.

 

Una delle sale delle mostre inaugurali, che accostano opere originali e riproduzioni di grandi testimonianze dell’arte narrativa appartenenti a epoche e culture diverse, ph. ©Paul Salveson.

 

All’esterno, il parco – aperto a tutti – disegnato da Studio-Mla modifica radicalmente il rapporto tra il museo e la città. Lo spostamento di oltre 2.300 posti auto in due livelli interrati ha consentito di liberare la superficie per giardini, percorsi e spazi collettivi, aumentando al tempo stesso di circa 600 unità la capacità dei parcheggi preesistenti.

 

Una riproduzione di pitture rupestri introduce il percorso dedicato all’evoluzione della narrazione attraverso le immagini, dalle testimonianze più antiche fino alle forme contemporanee, ph. ©Paul Salveson.

 

Mia Lehrer di Studio-Mla ha interpretato la visita come un viaggio attraverso una sintesi della geografia californiana. Rilievi, avvallamenti, altopiani, prati e passaggi più raccolti richiamano colline, vallate, mesas e canyon, senza definire un unico itinerario. I sentieri salgono, scendono, attraversano ponti e si insinuano sotto il museo; il terreno modellato sopra i parcheggi genera differenze di quota e microhabitat, raccordando l’architettura sospesa con Exposition Park.

 

La Wheel Bike del generale Grievous, realizzata per Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, nel percorso espositivo dedicato ai veicoli della saga cinematografica, ph. ©Iwan Baan.

 

Il nuovo sistema vegetale comprende più di 340 alberi, tra querce, pini e jacarande, insieme a prati, graminacee, arbusti e specie fiorite selezionate per il clima mediterraneo della California meridionale e per la capacità di adattarsi alla progressiva riduzione delle risorse idriche.
Colori, profumi, ombra e variazioni stagionali distinguono le diverse aree del campus. Il verde prosegue anche sulla copertura dell’edificio, con quasi 6 mila metri quadrati di tetto sistemato a giardino.

 

Una sala dedicata alla fantascienza e alle diverse forme della narrazione visiva. Le mostre inaugurali riuniscono pittura, illustrazione, fumetto, fotografia e cinema, ph. ©Paul Salveson.

 

Un giardino pensile, un anfiteatro, un prato e una fontana simile a un’ampia cascata definiscono luoghi destinati agli eventi, alla sosta e alle attività quotidiane. Dieci sculture monumentali collocate lungo i percorsi accessibili estendono la collezione all’aperto; tra queste figurano opere di Fernando Botero e Antonin Mercié, insieme a bronzi legati all’immaginario di Star Wars e a una scultura dedicata a Eadweard Muybridge.

 

Lo Skywalker Grill, ristorante del Lucas Museum progettato da Rockwell Group, occupa il quinto piano e comprende una sala interna e una terrazza panoramica, ph. ©Iwan Baan.

 

La fontana collocata nell’angolo nord-occidentale non ha soltanto una funzione scenografica: il movimento dell’acqua contribuisce al raffrescamento dell’edificio e integra un sistema geotermico formato da 714 pozzi, profondi circa 111 metri, per un totale di quasi 158 chilometri di tubazioni.

Sulla copertura inclinata inoltre sono inseriti circa 2.230 metri quadrati di celle fotovoltaiche monocristalline, corrispondenti al 15 per cento della superficie del tetto.

 

Una delle due sale cinematografiche da 299 posti del Lucas Museum, destinate a proiezioni continue dedicate al cinema documentario e alla sperimentazione sul linguaggio filmico, ph. ©Hufton+Crow.

 

Con l’apertura del Lucas Museum, Exposition Park acquista dunque non soltanto una nuova istituzione culturale, ma anche un’estensione del proprio sistema di spazi pubblici. La massa sollevata di Mad libera il terreno e rende attraversabile il centro del complesso; il progetto di Studio-Mla trasforma l’area asfaltata in una topografia vegetale destinata a cambiare con le stagioni e con la crescita degli alberi.
Edificio, collezione e giardino condividono così la stessa struttura narrativa: non un percorso stabilito una volta per tutte, ma una sequenza di immagini, ambienti e punti di vista che ciascun visitatore può ricomporre.

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