Il masterplan delle Nitto ATP Finals ospitate in questi giorni a Torino è firmato da Benedetto Camerana, vincitore nel novembre 2020 del beauty contest lanciato dalla Federazione Italiana Tennis (FIT).
Il bando richiedeva proposte di massima per la comunicazione e il posizionamento strategico delle Nitto ATP Finals, un piano logistico e la stima degli impatti. Di rilevante importanza era la richiesta di definire il concept architettonico e la progettazione estesa della venue di un evento dal grande ritorno economico e mediatico, come opportunità per la crescita del movimento sportivo tennistico.
Benedetto Camerana ha vinto il concorso e realizzato il progetto con Awe International Group (capogruppo, definizione del posizionamento strategico e del concept dell’evento e predisposizione del piano di comunicazione e promozione), KPMG Sport e Nielsen Sports (stima degli impatti economico/sociali dell’organizzazione dell’evento e degli eventi correlati per il periodo 2021-2025), Arriva Italia srl (analisi e proposta di sviluppo del piano della logistica e della mobilità applicata all’evento) e Politecnico di Torino (progetto di sostenibilità ambientale ed energetica).
In particolare sono due gli interventi progettati da Camerana&Partners: la trasformazione del Pala Alpitour, disegnato da Arata Isozaki per le gare di hockey su ghiaccio in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006, e padiglioni in centro città.
All’interno del Pala Alpitour sono stati proposti e realizzati importanti adeguamenti funzionali. Partendo dal centro dell’edificio, le differenti dimensioni dei campi da tennis (23,77 x 8,23 m per il singolo e 23,77 x 10,97 m per il doppio) rispetto a quelli da hockey su ghiaccio (60 x 26-30 m) hanno permesso di dare maggiore spazio al gioco nelle aree di movimento esterne ai confini del campo.
La capienza del palazzetto è stata aumentata di oltre 650 posti con l’inserimento a bordo campo di quattro tribune temporanee aggiuntive tipo parterre, rivestite in moquette e composte ognuna da tre file di seggiolini più vicini al campo da gioco.
Esternamente al grande catino disegnato dal campo e dalle tribune, nei grandi atrii di ingresso, sono stati realizzati ex novo quattro padiglioni aperti, impostati come soppalchi su portali metallici. Ospitano altrettante aree lounge, ristorazione e sponsor schermate da alte lamelle metalliche verticali che a 6 metri di altezza ampliano le terrazze esistenti.
Sull’anello più alto del settore sud, a quota 14 metri, sono distribuiti i box commentatori, insonorizzati, e con ottima visuale sul campo.
In questa prima edizione delle ATP il grande atrio di ingresso del Pala Alpitour accoglie una versione ridotta del Tennis Village, previsto dal masterplan all’esterno, sull’antistante piazzale Grande Torino, pensato per avvicinare la città all’evento e agli atleti.
Inoltre, sono stati riorganizzati gli spogliatoi e parte delle aree interne. A ogni atleta è dedicato uno spogliatoio di circa 95 mq, che comprende una sala principale con area armadietti, area relax con divani e sedute e uno schermo per seguire in diretta il campo principale. Vi sono infine una sala fisioterapia e una stanza denominata concentration room per gli ultimi momenti pre-gara.
Le Nitto ATP Finals sono presenti anche nel centro città, in piazza San Carlo: tra le chiese di San Carlo e Santa Cristina si aprono due padiglioni simmetrici a un piano, di 85 x 10 metri ciascuno, destinati agli sponsor e alle istituzioni che supportano l’evento. Lineare e minimale, il loro disegno, concordato con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, utilizza nelle superfici e nei rivestimenti il blu, colore simbolo della città e di ATP.
Un campetto per la pratica del tennis, destinato ai più giovani e realizzato ai piedi della statua equestre, completa la presenza urbana delle Nitto ATP Finals.