Da oggi fino al 29 maggio la galleria Fragile, guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage, che ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività dell’architetto e designer milanese Sergio Asti.
Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione reperita sotto un tavolino disegnato dal progettista, non si sa se di sua effettiva proprietà, e restituisce all’autore di vere pietre miliari della storia del design del Novecento la centralità che merita.

La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista ‘totale’, esposti nell’allestimento disegnato dall’architetto Mauro Manfrin.
Nelle foto di Nicola Galli, da sinistra Twiggy, divano Zelda per Poltronova, lampade ‘Venticinque candele’.
Ds sinistra, sifoni Autoseltz (Saccab); tavolino ‘Trentatré (Sintesi); vaso (Marco Salviati). Ph. ©Nicola Galli
Sergio Asti (Milano 1926-2021) inizia la sua carriera dalla metà degli anni Cinquanta, dapprima in collaborazione con Sergio Favre.
Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’Associazione per il Disegno Industriale, professore al Politecnico di Milano, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.
Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.





