Il piano casa diventa Legge

Recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) oggi non assegnateiper mancanza di manutenzione; sviluppo di nuovi progetti di edilizia sociale da porre in affitto (o in lease-back, cioè a riscatto) a canoni di almeno un terzo inferiori ai prezzi di mercato per garantire l’accesso alla casa anche a quelle fasce di popolazione con un Isee troppo alto per entrare nelle graduatorie Erp ma troppo basso per accedere ai prezzi di mercato (dimostrando che il canone di affitto o la rata del mutuo incidono per più del 30 per cento del proprio reddito); sviluppi privati a condizione che almeno il 70 per cento degli alloggi sia reso disponibile a canone agevolato.

Queste le linee-guida del piano casa che, approvato ieri anche dal Senato, diventa Legge.

Le risorse pubbliche messe in campo ammontano a 1,7 miliardi di euro, destinati alla riqualificazione di 60.000 alloggi Erp (per i quali enti locali e Comuni potranno essere soggetti attuatori diretti) ai quali si aggiungono 4,3 miliardi di fondi europei 2027-2034. La speranza è che queste risorse facciano da leva per mobilitare investimenti pubblico-privati complessivi di 10 miliardi di euro in dieci anni

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