In Australia, Common Office rinnova una sinagoga del 1973

A North Bondi, sobborgo costiero di Sydney, lo studio Common Office ha rinnovato la sinagoga Mizrachi, edificio tutelato costruito nel 1973.
L’intervento ha adeguato la struttura alle esigenze di una comunità in crescita e recuperato i caratteri dell’architettura originaria, progressivamente alterati da una successione di modifiche.

 

Vista frontale della sala di preghiera. L’Aron è inserito nella parete bianca centrale, affiancata dai nuovi rivestimenti verticali in pietra; ai lati si sviluppano le tribune del primo piano, ph. ©Hamish Mclntosh.

 

Quando il rabbino Shua Solomon ha coinvolto lo studio, gli spazi continuavano a ospitare le funzioni religiose e le attività collettive, ma le aggiunte realizzate nel corso dei decenni avevano frammentato gli interni e ridotto la loro funzionalità. Il progetto ha quindi eliminato gli elementi incongrui, ricondotto gli ambienti a una palette neutra e rafforzato la relazione tra il santuario principale e gli spazi che lo circondano.

 

Il leggio in legno chiaro collocato sulla bimah, al centro della sala di preghiera. Sul fondo, il parochet ricamato che chiude l’Aron, ph. ©Hamish Mclntosh.

 

«Come può il progetto commemorare il passato e, allo stesso tempo, guardare al futuro?» si è chiesto Rob Meyerson, direttore di Common Office e responsabile del progetto.
A partire da questa domanda, un numero limitato di interventi architettonici e materici ha permesso il recupero della geometria della sala di preghiera e dei suoi caratteri originari.

 

Dettaglio degli apparecchi a sospensione: elementi luminosi cilindrici scendono dal soffitto attraverso sottili cavi, accompagnati da fili rossi lasciati a vista, ph. ©Hamish Mclntosh.

 

La muratura interna in mattoni è stata rivestita con un intonaco bianco. Il rivestimento ligneo dell’Aron, l’armadio sacro che custodisce i rotoli della Torah, è stato sostituito con una superficie bianca leggermente materica.
Lo stesso trattamento ritorna nel lavabo rituale rivestito in piastrelle, posto all’esterno dell’ingresso.

 

Il lavabo rituale integrato in un piano in pietra sopra una base rivestita con elementi ceramici chiari, ph. ©Hamish Mclntosh.

 

Ai lati dell’Aron, un rivestimento verticale in pietra prende il posto dei precedenti listelli di legno. Secondo i progettisti, il materiale richiama la solidità di Gerusalemme e diventa espressione di una comunità orientata verso il futuro.
Il contrasto tra le superfici minerali, l’intonaco chiaro e il blu degli arredi definisce il nuovo carattere dell’aula.

 

Il passaggio verso la sala di preghiera, filtrato da pannelli vetrati satinati con profili metallici scuri. Sul fondo, le nuove sedute rivestite in blu, ph. ©Hamish Mclntosh.

 

Le aree di preghiera maschili e femminili, distribuite tra piano terra e primo piano, sono state riconfigurate per aumentare la capienza e migliorare l’accessibilità. Le pesanti panche in legno sono state sostituite da sedute coordinate rivestite in tessuto blu, adottate in entrambi gli spazi.

 

Assonometria esterna della sinagoga Mizrachi.

 

Il parquet, deteriorato in diversi punti, ha lasciato posto a una moquette blu intenso, sopra la quale scendono apparecchi a sospensione composti da cavi sottili, strutture metalliche ed elementi luminosi a vista.

 

Piano terra.

 

Il progetto, che interessa una superficie lorda di 500 mq, su un lotto di 700 mq, riguarda anche il piano interrato, riorganizzato per accogliere celebrazioni, incontri e attività collettive, insieme ad ambienti dedicati ai bambini.

 

Primo piano.

 

La revisione degli accessi e delle infrastrutture comuni consente alla sinagoga di ampliare il proprio programma senza modificare l’impianto essenziale dell’edificio.

 

Piano interrato.

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