Le foto ciniche e surreali di Martin Parr al Mudec di Milano

Fino al 30 giugno 2024 il Mudec di Milano ospita la mostra Martin Parr Short & Sweet: 60 fotografie selezionate dall’autore insieme al corpus di circa 200 immagini della serie Common Sense, che lo ha reso famoso, e a una intervista inedita, per ripercorrere la carriera di uno dei più famosi fotografi documentaristi contemporanei.

 

Uno scatto della mostra con una fotografia della serie Common Sense, 1995-1999, © Martin Parr/Magnum Photos, ph. ©Carlotta Coppo.

 

Lo sguardo di Martin Parr (classe 1952) è immediatamente riconoscibile, una lente di ingrandimento a colori vivaci che crea storie partendo dalla realtà, che cattura momenti autentici e spesso eccentrici della vita quotidiana cogliendo l’essenza di un luogo o di una situazione attraverso la ricerca di un dettaglio, che offre una prospettiva unica e spesso provocatoria della società contemporanea.

 

Martin Parr, Banchetto inaugurale del sindaco di Todmorden, 1977, da The Non-Conformists, © Martin Parr/Magnum Photos, ph. ©Carlotta Coppo.

 

Il progetto espositivo, prodotto da 24 Ore Cultura – Gruppo 24 Ore e promosso dal Comune di Milano-Cultura, è curato direttamente da Martin Parr  insieme a Magnum Photos, con cui il Museo delle Culture di Milano continua la fortunata collaborazione sulla fotografia di reportage e documentaria avviata nel 2022 con le mostre su Henri Cartier-Bresson e Robert Capa.

 

L’installazione Common Sense si compone di oltre 200 fotografie in formato A3, che offrono uno studio ravvicinato del consumo di massa e della cultura dello spreco, ph. ©Carlotta Coppo.

 

Il percorso espositivo si apre in bianco e nero con la serie The Non-Conformists, immagini scattate nello Yorkshire dal 1975 al 1980 appena terminata la scuola d’arte. Prima di approdare alle più conosciute serie a colori, la mostra prosegue con l’ultimo progetto in bianco e nero sviluppato da Parr, Bad Weather, pubblicato nel 1982. L’idea di Parr era quella di creare un lavoro incentrato su un’ossessione britannica – il tempo atmosferico – immortalato con una fotocamera subacquea. Afferma Parr: «Di solito ti viene detto di fotografare solo quando la luce è buona e c’è il sole e mi piaceva l’idea di scattare fotografie solo in caso di maltempo, come modo per sovvertire le regole tradizionali».

 

Martin Parr, Sandali, Common Sense, 1995-1999, © Martin Parr/Magnum Photos.

 

Il primo progetto a colori di Parr è The Last Resort (1982-85), reportage condotto sulle spiagge di Brighton nella metà degli anni Ottanta, tra satira e crudeltà. Si tratta del primo esempio del caratteristico colore saturo di Parr, che aggiunge energia e vitalità alle sue immagini, influenzate dalla fotografia a colori americana di William Eggleston e Garry Winogrand.

 

Allestimento della mostra con l’intervista video al fotografo. Sul pannello è riprodotta la fotografia Sorrento, Italy, 2014, ph. ©Carlotta Coppo.

 

Sullo stesso registro si mantiene l’installazione Common Sense: oltre 200 fotografie in formato A3, selezionate tra le 350 esposte nella mostra omonima del 1999 che offrono uno studio ravvicinato del consumo di massa e della cultura dello spreco. In mostra, Common Sense è presentato come un’ampia e compatta serie di immagini dai colori vivaci tra loro accostate, stampate a buon mercato con l’utilizzo di una macchina Xerox a colori. La mostra in origine fu allestita contemporaneamente in quarantuno sedi in diciassette Paesi. Le inquadrature ravvicinate e le prospettive inedite ritraggono il cattivo gusto e la volgarità contemporanea, attraverso un cinismo e un sarcasmo di fondo.

 

Riproduzione della fotografia Mexico, 2002, ph. ©Carlotta Coppo.

 

La serie Small World (1989-2008) riguarda il tema del turismo di massa e la volontà di Parr di condurci in molti tra i siti più frequentati e famosi, mostrando la differenza tra la mitologia idealizzata del luogo e la realtà depredata dall’uso che ne fa il turista. Insieme al turismo c’è poi il tema del ballo con la serie Everybody Dance Now (1986 -2018).

 

Martin Parr, La Regina in visita in occasione del 650° anniversario della Worshipful Company of Drapers, 2014, da Establishment, © Martin Parr/Magnum Photos.

 

Con la serie Establishment (2010-2016) Martin Parr prosegue il grande progetto di fotografare l’establishment britannico, le élite che governano la Gran Bretagna e i loro rituali.  Si prosegue con un soggetto con cui Parr si è sempre confrontato: la spiaggia. La serie Life’s a Beach (2013) mostra scatti provenienti dalle spiagge di tutto il mondo, in un caleidoscopio di immaginari del corpo svestito e del suo mostrarsi in pubblico.

La serie Fashion, infine, raccoglie immagini prodotte tra il 1999 e il 2019 per riviste di moda e in occasione di sfilate, ma del tutto simili alle molte che Parr ha realizzato nei più vari contesti sociali in tanti anni di puntuale e implacabile osservazione delle debolezze dell’umanità massificata.

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