Legno e ardesia per gli spettacoli equestri al coperto in un ‘Haras’ francese

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Fondati da Colbert nel 1665, gli Haras Nationaux francesi sono complessi monumentali destinati alla selezione e all’incremento della razza equina. Quello di Hennebont, in Bretagna, comprende 32 edifici, di cui 7 stalle e un laboratorio di maniscalco, su una superficie di 10.000 mq cui si aggiungono 23 ettari di parco arboreo.

 

Il fronte storico dell’Haras di Hennebont. La copertura del maneggio coperto, alta 17 metri, emerge dal prospetto (ph. ©Yon de Poncins).

 

In una delle corti del complesso lo studio parigino di Karine Herman e Jerome Sigwalt K Architectures ha recentemente realizzato un maneggio coperto che, alto 17 metri, si eleva al di sopra delle scuderie napoleoniche. Tegole in ardesia riecheggiano le secolari coperture degli edifici.

 

Ph. ©Yon de Poncins

 

Con l’intento di rispettare la storicità del sito pur introducendo significative innovazioni, il concept architettonico trae ispirazione da una pluralità di archetipi: quello dei primi circhi stabili, le pittoresche silhouette delle hall dei mercati del XVII secolo e in particolare il marché Secrétan progettato da Victor Baltard, costruito in carpenteria metallica nel 1868 nel 19esimo arrondissment di Parigi.
Reinterpretandone i principi, il progetto di K Architectures dilata il volume sotto le arcate e frammenta la massa complessiva per dissolverla nel paesaggio dell’Haras.

All’interno, la struttura in legno si dispiega in una spettacolare volta, creando un paesaggio interno la cui forza strutturale richiama la maestosità della hall di Questembert. L’archetipo del progetto trae forza dalla dualità dei primi edifici circensi: riprende la forma stabile dei circhi stabili del XIX secolo, ma eredita l’intelligenza costruttiva delle strutture ‘semi-stabili’ che, pensate per essere itineranti, privilegiavano la prefabbricazione e il rapido montaggio.

 

Ph. ©Yon de Poncins

 

Il sistema costruttivo è sviluppato su una base modulare di tre modelli replicati quattro volte: elementi strutturali lavorati con precisione, assemblati in sito, garantendo un’esecuzione fluida e un impatto costruttivo controllato.

Per liberare completamente lo spazio interno – e due delle quattro facciate – dai pilastri, un sistema di archi dà luogo a una cupola sulla quale si innesta una piramide a gradoni. Gli archi si elevano in modo sfalsato per sostenere travi reticolari a luce trasversale unica. L’assenza di supporti intermedi consente al maneggio coperto di aprirsi in totale trasparenza.

 

Schema del sistema costruttivo della cupola della copertura, che libera lo spazio interno da qualsiasi colonna portante (©K Architetures).

 

Giungendo dalla corte dalla Scuderia d’Onore, attraverso il maneggio lo sguardo traguarda le scuderie storiche.

Sotto le luci attenuate della scenografia, l’intelaiatura lignea ad archi immerge il pubblico in un’atmosfera festosa, quasi da circo. Per valorizzare questo ‘scheletro’ in legno, per tutte le opere secondarie e gli impianti tecnici è stata scelta una tonalità scura e opaca. In questo modo l’involucro passa in secondo piano, mettendo in risalto la struttura scenografica, le cui curve attraversate dalla luce creano l’atmosfera necessaria agli incontri artistici.

 

Ph. ©Yon de Poncins

 

Infine, la flessibilità dello spazio si esprime attraverso la facciata retrattile. Tra uno spettacolo e l’altro, intere porzioni di parete scorrono dietro sottili pilastri fissi, abolendo il confine tra la pista del maneggio e il complesso delle scuderie, restituendo la hall al suo ambiente come un semplice padiglione aperto alla storia.

Le facciate che circondano la Cour du Puits presentano un rivestimento in legno con una griglia rigorosa. Il rivestimento, composto da pannelli lignei orizzontali dentellati, instaura un dialogo grafico con la leggerezza delle lamelle che chiudono i livelli della copertura.
Questo sistema collega due anelli luminosi dotati di lamelle lignee regolabili che ammorbidiscono la luce naturale, diffondendola delicatamente nel cuore dell’arena. Durante il giorno, questo dispositivo valorizza plasticamente la struttura: la luce colpisce direttamente gli archi, rivelando la complessità delle capriate in legno e tutta la potenza dello scheletro architettonico dalla pista.

 

Ph. ©Yon de Poncins

 

Oltre alla funzione estetica, questo strato superiore è un organo di ventilazione naturale: le lamelle permettono una precisa regolazione dei flussi d’aria, agendo al contempo come dispositivi fonoassorbenti, fondamentali per la quiete del sito durante gli spettacoli equestri. Aprendosi verso il cielo, questi anelli completano magistralmente il dispositivo di ‘camino termico’ teorizzato da Victor Baltard, garantendo comfort climatico passivo e sostenibile in tutto l’ambiente.

 

Crediti

Località Hennebont

Committente Lorient Agglomération

Architetto mandatario K Architectures

Architetto per gli studi e la costruzione Margaux Alépée

Progetto strutturale Evp Ingenierie

Superfici equestri Osmose

Progetto impiantistico Area études Nantes

Project management E2-Economist

Superficie costruita 1.464 mq

Posti a sedere 700

Perimetro 39 x 20 m

Budget 3,6 milioni di euro

Cronologia 2022/2025

K Architectures

Jerome Sigwalt e Karine Herman (ph. ©Dunile).

Con un team di 18 professionisti lo studio di Karine Herman e Jerome Sigwalt sviluppa progetti nazionali di architettura operando in team con le diverse specializzazioni necessarie per la loro realizzazione e completamento.
K Architectures opera per clienti di natura pubblica e privata su tutte le tipologie, con una vocazione per scuole e centri di formazione, edifici per la cultura (musei, teatri, mediateche) e complessi sportivi e socioculturali.

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