Maestri del Progetto, un ciclo di incontri sui protagonisti dell’architettura torinese

Entra nel vivo Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione, il ciclo promosso dalla Fondazione per l’Architettura / Torino che, fino al 13 ottobre 2026, propone otto appuntamenti tra conferenze e visite guidate dedicati a quattro figure chiave della cultura architettonica torinese: Elio Luzi, Ada Bursi, Pietro Derossi e Andrea Bruno (in apertura, il suo studio in via Asti).

 

Scuola dell’infanzia Chagall progettata da Derossi.

 

L’iniziativa intende rileggere il lavoro di progettisti appartenenti a generazioni e contesti differenti mettendo in relazione la loro eredità con temi quali la conservazione e la digitalizzazione degli archivi di architettura, il rapporto tra progetto e trasformazione dei luoghi, le pratiche di restauro e riuso e l’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sul progetto contemporaneo.

Particolare attenzione è riservata anche al contributo delle pioniere dell’architettura.

 

Il 12 giugno 2026 è in programma una visita guidata tra i materiali dell’archivio Ada Bursi, con disegni, fotografie e documenti originali esposti per l’occasione, all’Archivio di Stato di Torino.

 

Il programma alterna conferenze e visite guidate ospitate in diverse sedi cittadine, tra cui Ultraspazio, l’Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte, la Camera e il Castello di Rivoli. Agli incontri pubblici si affiancano visite ad archivi, studi professionali e opere costruite legate ai quattro protagonisti del ciclo.

Dopo gli appuntamenti dedicati a Elio Luzi a maggio e Ada Bursi a giugno, il ciclo riprenderà a settembre con un focus su Pietro Derossi e proseguirà a ottobre con Andrea Bruno, figura centrale nel dibattito sul restauro e sulla valorizzazione del patrimonio architettonico.

 

Casa Curtatone, progetto di Elio Luzi, ph. ©Fabio Oggero.

«Con questo ciclo desideriamo far conoscere anche ai più giovani il valore di questi grandi maestri dell’architettura, il loro modo di guardare la città e di interpretare il progetto come responsabilità culturale» ha spiegato Alessandra Siviero, presidente della Fondazione per l’Architettura / Torino.

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