Quello della palude è un paesaggio instabile, in continuo movimento, dove orientarsi significa accettare l’incertezza e attraversare territori ancora in parte inesplorati.
È da tale immagine che prende forma Paludicola: abitare paesaggi ibridi, progetto di Wunderkammer selezionato tra i vincitori della settima edizione del Laboratorio di Creatività Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Un percorso corale coordinato da Leonardo Delmonte che si sviluppa attorno ai territori d’acqua e di terra che caratterizzano le valli di Campotto (parco Delta del Po), Ferrara e il sistema fluviale del Po di Volano e del Po di Primaro e mette in relazione arte contemporanea, ricerca territoriale e pratiche culturali coinvolgendo artisti, musicisti, ricercatori e comunità locali in una serie di produzioni, residenze, incontri pubblici, performance e pubblicazioni.

La prima fase del progetto prende avvio con Appaludare / Farsi Palude, dal 27 al 29 marzo 2026 negli spazi di Wunderkammer a Ferrara, con performance musicali e un workshop di lettura e sonificazione delle mappe storiche e contemporanee del territorio condotto da Andrea Bruera, ricercatore e musicista del Max Planck Institute di Lipsia, e si conculderà con un dialogo tra la ricercatrice e curatrice Sara Alberani e l’artista Adelita Husni-Bey, entrambe impegnate in ricerche che indagano le relazioni tra territorio, storia materiale e trasformazioni ambientali.

Ma il percorso di Paludicola proseguirà nel corso del 2026 e del 2027 con residenze artistiche, laboratori territoriali, produzioni performative e momenti di confronto pubblico che coinvolgeranno, tra gli altri, artisti come Motus, Andreco, Leonardo Delogu, Rahel Kraft, Sibylle Ciarloni, Marginal Studio, Penelope Volinia e Zeno Franchini, e culminerà nel Paludicola Festival, previsto per settembre 2027.
Le azioni del progetto si svilupperanno lungo il tracciato del Padus Primarius, l’antico ramo del Po che collegava Ferrara all’Adriatico e che oggi attraversa un sistema complesso di paesaggi fluviali, territori di bonifica e aree naturali protette. Il Po morto di Primaro si interrompe nei pressi di Argenta, mentre l’ultimo tratto del paleoalveo del Po, a partire da Argenta, è oggi il letto del Reno. Questo corridoio ecologico connette il patrimonio Unesco della città di Ferrara agli ecosistemi del Parco del Delta del Po e alla rete europea Natura 2000, diventando un laboratorio privilegiato per indagare le relazioni tra ambiente, memoria e trasformazioni contemporanee.
