SOMAINI, SCULTORE. UNA MOSTRA IN TRIENNALE

Dal 13 gennaio e fino al 5 febbraio prossimi, la Triennale di Milano ospita una mostra che ripercorre la stagione creativa, riferibile prevalentemente alla sua attività negli Stati Uniti, di Francesco Somaini (1926-2005), già protagonista del concretismo e dell’informale europeo.

Una scultura di Francesco Somaini esposta alla Triennale dal 13 gennaio (nella foto, Acroterio della metropolitana I di New York; 1974)

L´esposizione, dal titolo Francesco Somaini. Uno scultore per la città. New York 1967-1976, curata da Enrico Crispolti e Luisa Somaini, organizzata dall´Archivio Francesco Somaini in collaborazione con la Triennale di Milano, analizza attraverso 16 sculture, 15 disegni e 14 fotomontaggi, provenienti nella quasi totalità dalle raccolte dell´Archivio Somaini e da collezioni private italiane, il tema del rapporto tra arte e architettura in relazione alla metropoli moderna, nel cui ambito Somaini è in Italia e in Europa un pioniere, sia sotto il profilo teorico che progettuale.

La mostra analizza attraverso 16 sculture, 15 disegni e 14 fotomontaggi, provenienti nella quasi totalità dalle raccolte dell´Archivio Somaini e da collezioni private italiane, il tema del rapporto tra arte e architettura in relazione alla metropoli moderna

Si tratta di una ricerca, condotta in una logica di superamento delle precedenti posizioni di integrazione delle arti, che l’artista sviluppa a partire dagli anni Sessanta, in seguito all´impatto con la cultura e l´architettura newyorkese.

La riflessione di Somaini sulla città trova, infatti, ispirazione nello skyline di New York, metropoli assunta a simbolo della modernità, vissuta, studiata e fotografata durante una serie di viaggi di lavoro compiuti negli Stati Uniti. Il suo rapporto con New York iniziò proprio nel 1960 con la personale tenuta all´Istituto italiano di cultura di New York. Durante i suoi soggiorni, ha modo di incontrare importanti critici e famosi collezionisti, tra cui l’architetto Philip Johnson e la famiglia Rockefeller, Lydia Winston Malbin, Alan e Janet Wurzburger, Joseph Hirshhorn, Seimour H. Knox II e molti altri.

Una delle sedici sculture di Francesco Somaini in mostra alla Triennale di Milano (nella foto, carnificazione di un´architettura in Vinculis; 1975)

Questo straordinario decennio creativo nella carriera di Francesco Somaini prosegue nel 1970 con l’inaugurazione delle sculture a grande scala, progettate e messe in opera per le città di Baltimora, Atlanta e Rochester. Le sue sono Archisculture che, successivamente, divennero protagoniste di alcuni fotomontaggi di forte impatto, eseguiti con l´obiettivo di documentarne l´ambientazione utopica di “attingere – come ricorda Bruno Zevi – un più incisivo e stridente impatto provocatorio”.

Accompagna la mostra un importante catalogo pubblicato da Skira, con testi di Francesco Somaini, Enrico Crispolti, Fulvio Irace, Giulio Carlo Argan e interventi di Beatrice Borromeo, Fabio G. Porta Trezzi e Luisa Somaini.

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