Un crowdfunding civico per aprire al pubblico due rifugi antiaerei di Milano

Una rete di luoghi nascosti sotto la città che torna a essere accessibile attraverso il design, la memoria e la partecipazione civica.
È l’obiettivo di 100 cose da non dimenticare, il progetto promosso da Design Differente e Repubblica del Design che punta a trasformare alcuni rifugi antiaerei milanesi – erano più di 500 quelli costruiti durante la seconda guerra mondiale – in spazi pubblici dedicati alla cultura, all’incontro e alla riflessione sul significato contemporaneo della parola Resistenza.

La campagna è stata selezionata dal programma di Crowdfunding Civico del Comune di Milano, un modello che affianca raccolta fondi dal basso e sostegno pubblico.
Se raggiungerà l’obiettivo prefissato, il Comune contribuirà infatti con una somma equivalente, raddoppiando le risorse disponibili per la realizzazione del progetto.

 

 

Al centro dell’iniziativa ci sono due luoghi poco conosciuti ma ricchi di storia: il Rifugio 87, situato sotto l’Istituto Comprensivo Ermanno Olmi (Municipio 9), e il Bunker Breda all’interno del Parco Nord. Costruiti durante la Seconda guerra mondiale per proteggere la popolazione dai bombardamenti, questi spazi vengono oggi reinterpretati come infrastrutture civiche contemporanee, capaci di ospitare attività culturali, laboratori, mostre e percorsi educativi.

Il programma prevede quattro laboratori sviluppati insieme a scuole e associazioni del territorio, un intervento di valorizzazione del Rifugio 87 attraverso una mostra permanente dedicata agli archivi della Resistenza, un progetto paesaggistico nell’area del Bunker Breda per renderne riconoscibile la presenza all’interno del parco e una mostra finale prevista durante la Milano Design Week 2027.

 

 

L’iniziativa si inserisce in un percorso di ricerca che Repubblica del Design porta avanti da anni nei quartieri nord di Milano, esplorando luoghi marginali o dimenticati come possibili dispositivi culturali.
Dopo l’esperienza del 2023 all’interno del carcere di San Vittore con il progetto Senza Invito, l’attenzione si sposta ora verso una geografia sotterranea fatta di bunker e rifugi, considerati non soltanto testimonianze storiche ma risorse attive per la città contemporanea.

 

 

Tra i promotori del progetto c’è l’architetto e docente universitario Davide Crippa, che da tempo lavora sui temi della rigenerazione urbana, del riuso e dell’attivazione di spazi residuali.
L’idea è quella di riportare alla luce una rete di luoghi invisibili, trasformandola in un sistema di presìdi dedicati alla memoria, alla partecipazione e alla costruzione di nuove relazioni sociali.

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