Riyadh, uno specchio di acciaio conduce la luce dentro la stazione della metro

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Aperta al pubblico a Riyadh la stazione della metropolitana Qasr AlHokm, uno dei principali nodi del nuovo sistema di trasporto della capitale saudita e punto di interscambio tra due linee della rete.

L’intervento trasforma un’infrastruttura di mobilità in una vera e propria piazza urbana, pensata come soglia tra la città storica e la sua trasformazione contemporanea.
Al centro del progetto, una grande copertura in acciaio inox lucido agisce come dispositivo architettonico e ambientale: riflette il paesaggio urbano, porta luce naturale negli spazi sotterranei e diventa un elemento di orientamento per i flussi dei passeggeri.

 

Vista aerea della stazione Qasr AlHokm a Riyadh, uno dei principali hub del nuovo sistema metro, ph. ©Iwan Baan & Snohetta.

 

Il concept architettonico della stazione nasce da un progetto vincitore di concorso firmato da Snøhetta nel 2012.
Il progetto definitivo è stato poi sviluppato in collaborazione con gli studi italiani Crew – Cremonesi Workshop e Oneworks, che hanno contribuito alla definizione architettonica, tecnica e costruttiva dell’opera all’interno del complesso sistema della nuova metro di Riyadh.

 

Il volume riflettente della copertura dialoga con il tessuto storico circostante, definendo l’ingresso alla stazione, ph. ©Iwan Baan & Snohetta.

 

La grande copertura specchiante, composta da pannelli in acciaio inox a doppia curvatura, è sostenuta da una struttura spaziale leggera che consente alla forma di estendersi oltre il volume sottostante, segna con forza l’ingresso alla stazione e lo spazio pubblico circostante.

 

L’atrio centrale mette in relazione visiva i diversi livelli della stazione, con le banchine inserite in volumi vetrati affacciati sul grande vuoto, ph. ©Iwan Baan & Snohetta.

 

All’interno, i diversi livelli della stazione sono messi in relazione visiva dall’atrio centrale, mentre le banchine e i treni scorrono all’interno di volumi vetrati che si affacciano sul grande vuoto, rafforzando la percezione dello spazio e l’orientamento dei viaggiatori.

Alla base dell’atrio trova posto anche un giardino ipogeo temperato, accessibile dai percorsi di interscambio, pensato come spazio di attesa e di sosta in un ambiente protetto dal clima estremo.
La luce naturale, riflessa dalla copertura, contribuisce a costruire un’esperienza spaziale che riduce la distanza tra superficie e sottosuolo.

 

Il giardino ipogeo temperato introduce uno spazio di sosta e attesa all’interno dell’infrastruttura, ph. ©Iwan Baan & Snohetta.

 

Inserita in un’area di forte valore simbolico per la città, accanto a luoghi storici e aree di preghiera, la stazione Qasr AlHokm interpreta il tema dell’infrastruttura come spazio civico, capace di combinare mobilità, architettura e paesaggio urbano.
Più che un semplice nodo di trasporto (a Riyadh il 92% degli spostamenti avviene ancora con mezzi privati), il progetto propone un nuovo pezzo di città, dove l’architettura diventa strumento di orientamento, riconoscibilità e qualità dello spazio pubblico.

 

Dettaglio delle pareti interne con pattern ispirati alla tradizione locale, che filtrano la luce e contribuiscono all’identità architettonica degli spazi sotterranei, ph. ©Iwan Baan & Snohetta.

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