Il sistema 6×6 concepito da Nicholas Bewick e sviluppato da Cesare Roversi propone un approccio modulare alla definizione di microarchitetture interne basato su telai in legno naturale con sezione 6×6 cm, configurabili con pannellature, accessori e finiture differenti. La logica è quella di un framework aperto che consente di realizzare sia elementi freestanding indipendenti dall’involucro sia sistemi continui che lavorano come una seconda pelle tecnica e funzionale dello spazio esistente.

Dal punto di vista progettuale, la prefabbricazione in azienda delle strutture permette verifiche preliminari su montaggio, connessioni e tolleranze, con un impatto diretto sulla riduzione dei tempi di cantiere e sulla gestione delle criticità esecutive. La personalizzazione passa attraverso la scelta dei materiali di tamponamento e delle placchette coprigiunto, elementi che definiscono il carattere finale dell’intervento e facilitano l’adattamento a contesti diversi, dal residenziale agli spazi collettivi.

Una delle applicazioni del sistema è Microliving, configurazione freestanding firmata da Nicholas Bewick che concentra le funzioni abitative attorno a un nucleo centrale, generando uno spazio circolare inseribile in ambienti esistenti o utilizzabile come matrice per nuovi paesaggi domestici. Il progetto interpreta la flessibilità del 6×6 come dispositivo capace di rispondere all’evoluzione continua delle abitudini dell’abitare, con un’unità abitativa personalizzabile e reversibile.

La ricerca si inserisce in una linea di pensiero che riprende la tradizione delle griglie modulari del design moderno, applicandola a scenari contemporanei in cui temporaneità, adattabilità e sperimentazione materica diventano strumenti operativi per il progetto degli interni. In questa prospettiva, il modulo strutturale non è solo un elemento tecnico ma una vera e propria infrastruttura spaziale, capace di definire microambienti autonomi o dispositivi espositivi, ampliando le possibilità compositive a disposizione di architetti e designer.
