Mathaf si espande: Lina Ghotmeh guida la metamorfosi del museo di Doha

Mathaf – Arab Museum of Modern Art a a Doha inaugura il proprio 15esimo anniversario con un progetto di ampliamento che ne ridefinisce ruolo e missione: da museo di ricerca e conservazione a piattaforma attiva per la produzione di arte contemporanea.
L’intervento è firmato da Lina Ghotmeh – Architecture, studio parigino fondato dall’architetta libanese già incaricata della realizzazione del nuovo padiglione del Qatar ai Giardini della Biennale di Venezia.

 

Rendering della nuova architettura dello studio di Lina Ghotmeh.

 

Il masterplan, avviato in fasi, parte dalla trasformazione del piano terra, oggi ripensato come biblioteca dedicata alle pubblicazioni d’arte di Mathaf e Qatar Museums. Un luogo di consultazione ma anche di socialità, con arredi modulari, bookshop e café, pensato per ospitare incontri, laboratori e talk.
Nei prossimi anni, l’attuale piazzale e parcheggio diventeranno invece un campus con studi di registrazione (in apertura), di ceramica, vetro e tessile, sviluppati con artisti-consulenti e dotati di attrezzature professionali, dai forni ai laboratori per materiali sperimentali.

 

La futura biblioteca del museo rinnovato con il progetto di Lina Ghotmeh Architecture.

 

«Apriamo una nuova fase della vita del museo, rendendolo uno spazio in cui si impara e si crea, oltre che esporre» ha commentato la direttrice Zeina Arida, sottolineando la volontà di ampliare la comunità di Mathaf e rafforzare l’infrastruttura culturale di Doha. Una prospettiva condivisa da Ghotmeh, che parla di un «Museo del fare e del pensare», capace di agire come cerniera tra ricerca, produzione e pubblico.

 

Waters’ Witness, in programma fino al 18 maggio 2026, è un progetto di ricerca sonora incentrato sull’ acqua, realizzato dall’ artista e compositore franco-libanese Tarek Atoui.

 

L’espansione si inscrive nella più ampia strategia di Qatar Museums, che punta sulla cultura come motore di sviluppo e diplomazia culturale nel Medio Oriente.

Il programma del quindicesimo anniversario – con interventi di Tarek Atoui e Gabriel Chaile e la nuova piattaforma Mathaf Encyclopedia – anticipa questa evoluzione, restituendo un museo più connesso alla scena internazionale.

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