Maestri del Paesaggio, a Bergamo dal 4 al 20 settembre

Presentata la sedicesima edizione de I Maestri del Paesaggio, il landscape festival organizzato dall’associazione Arketipos e dal Comune di Bergamo, che anche quest’anno conta sulla partnership di Pedrali.

Il tema scelto per il 2026 è Nuovo Rinascimento, ampia visione che per promuovere un dialogo umanistico tra cultura e scienza interpreta il progetto di paesaggio come strumento capace di produrre rigenerazione ecologica ma anche inclusione sociale e qualità di vita.

La novità più significativa della nuova edizione sarà la Green Square in Piazza Vecchia di Bergamo Alta: non più la grande (e a volte un po’ caotica) installazione vegetale che aveva caratterizzato le precedenti edizioni ma, con un progetto affidato alla paesaggista e garden designer Cristina Mazzucchelli – con il contributo del designer Niccolò Nencini e dell’ingegnere Marco Pragliola, in collaborazione con lo studio Esprit Architettura e con Pietro Cabrini – la valorizzazione del carattere minerale della piazza monumentale e il riordino dei dehors.

 

 

Così è se vi pare, questo il nome del nuovo allestimento, aggiunge qualità allo spazio urbano e alle attività che quotidianamente vi si svolgono con un sistema di fioriere specchianti allineate alla pavimentazione a losanghe della piazza disposte intorno ai dehor delle attività commerciali. Mentre sul lato della piazza le fioriere riflettono la superficie pavimentata sul fronte dei bistrot accolgono una folta vegetazione.

 

 

In occasione della manifestazione, Landscape Festival ha inoltre sviluppato un disegno coordinato anche per gli elementi di arredo della piazza con i prodotti outdoor di Pedrali: le sedie monoblocco in polipropilene Libre di Eugeni Quitllet, le collezioni Philía e Philía Mesh di Odo Fioravanti, le sedie monoblocco in polipropilene certificate ReMade in Italy Souvenir, l’ariosa e leggera Remind di Eugeni Quitllet, le poltrone Coney e le sedie Tribeca e tavoli Inox.

 

 

Dalla piazza, il percorso prosegue poi verso l’Antico Lavatoio, quest’anno con un’installazione di Katuscia Ratto, promossa e sostenuta da Pedrali, dove luce (la sera quella delle lampade da tavolo ricaricabili Filicudi di Andrea Pedrali), ombra, vegetazione e arredi lavorano insieme per dare vita a un’oasi di tranquillità, con i divani Nolita Sofa e le poltrone lounge Nolita Relax che rievocano le origini di un percorso storico iniziato da Mario Pedrali nel 1963 con le sue prime sedie da giardino in metallo, i coffee table Estratto di Formafantasma, i tavolini monoblocco in cemento Caementum di Marco Merendi & Diego Vencato, i tavoli alti Ypsilon di Jorge Pensi Design Studio e i tavoli Laja di Alessandro Busana, le poltrone Philía Mesh e gli sgabelli Coney.

Nel corso degli anni, il Landscape Festival di Bergamo ha dimostrato la crescente capacità della città di fare sistema ed è diventato uno dei principali punti di riferimento europei per la cultura del paesaggio. Tra le principali novità 2026, la collaborazione con Aiapp – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, la principale istituzione dedicata alla cultura del progetto verde – e l’avvio di una partnership con l’Università degli studi di Bergamo, con gli appuntamenti di alta formazione del festival che si svolgeranno dal 16 al 19 settembre nella sede di Sant’Agostino.

Cuore delle iniziative sarà l’International Meeting of Landscape and Garden, in programma il 18 e 19 settembre.
Tra i protagonisti più attesi: Bas Smets, che ha ridefinito il rapporto tra natura e città attraverso il concetto di ‘biospheric urbanism’; lo spagnolo Martí Franch, che utilizza i processi naturali come materia progettuale, trasformando il paesaggio in un sistema dinamico; Martha Schwartz, che ha introdotto una forte contaminazione tra arte, progetto ambientale e paesaggio urbano.
E ancora, lo studio californiano Terremoto; la neozelandese Jo Wakelin; la cilena Macarena Calvo Tagle; The Landscape Studio, realtà attiva tra Africa orientale, Europa e Regno Unito; il paesaggista Emanuele Bortolotti; Alejandro Saralegui, direttore del giardino sperimentale Madoo Conservancy di New York.

Accanto all’International Meeting, il programma comprenderà la Garden Masterclass del 16 settembre, affidata a James Hitchmough, tra i fondatori della Sheffield School, figura di riferimento della progettazione naturalistica contemporanea con Nigel Dunnet, recentemente scomparso.
Infine, l’International Seminar del 17 settembre sarà dedicato al rapporto tra progettista e giardiniere attraverso due autorevoli casi di studio internazionali.

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