Giovedì 16 aprile presso il Silo, landmark industriale di Oulu progettato da Alvar Aalto nel 1931, il commissario europeo Glenn Micallef ha annunciato le due opere vincitrici dell’edizione 2026 del premio europeo per l’architettura contemporanea organizzato dalla Fundació Mies van der Rohe.
Si tratta del Charleroi Palais des Expositions, progetto di AgwA e architecten jan de vylder inge vinck, e, per la sezione Architettura emergente, degli spazi temporanei della filodrammatica slovena dello studio Vidic Grohar Arhitekti.
La cerimonia di premiazione ufficiale si svolgerà l’11 e 12 maggio a Barcellona, presso il padiglione di Mies van der Rohe, nel contesto degli eventi di Barcelona World Capital of Architecture.
Scelti tra una rosa di 410 candidature, i due progetti vincitori sono stati premiati dopo la visita sul posto delle sette candidature rimaste nella shortlist.

La riqualificazione del centro congressi Charleroi Palais des Expositions in Vallonia, Belgio, commissionato dalla città di Charleroi agli studi AgwA di Bruxelles e architecten jan de vylder inge vinck di Gand è stato premiato per l’intelligente e precisa trasformazione di un vasto edificio per le esposizioni, dimostrando come l’architettura possa lavorare con ciò che già esiste liberando nuove possibilità spaziali, sociali e materiali. Invece di sostituirsi all’esistente, l’intervento riattiva il luogo abbracciandone i limiti e sviluppando un approccio forte che trasforma la scarsità in opportunità valorizzando in questo modo le qualità intrinseche dell’edificio.



Premiati come Emerging Architecture 2026 per la loro capacità di trasformare una condizione temporanea in una potente dichiarazione architettonica, gli spazi temporanei progettati dallo studio di Lubiana Vidic Grohar Arhitekti per il Teatro drammatico sloveno.
Il progetto, commissionato da L56 d.o.o, trasforma in vivace infrastruttura culturale gli spazi abbandonati di un ex complesso industriale con una serie di interventi a basso costo e ridefinisce la relazione tra permanenza e riuso, creando una sequenza di spazi che arricchiscono la vita culturale della città.


Insieme agli altri progetti finalisti, le opere premiate riflettono le direzioni che dovrebbero dare forma oggi all’architettura contemporanea: un’architettura che accetta l’incertezza, lavora con l’esistente e trasforma i limiti in opportunità. Una prospettiva insieme critica e ottimistica sul modo nel quale l’architettura dovrebbe affrontare le odierne sfide ambientali, economiche e sociali: non attraverso l’eccesso ma con precisione, attenzione all’impiego delle risorse e una rinnovata profonda comprensione dell’intrinseco valore di ciò che già esiste.