Architettura del paesaggio al Campus Vitra

«Il Campus Vitra a Weil am Rhein, in Germania, è un museo di architettura e design a cielo aperto. Il parco industriale al confine con la Svizzera è caratterizzato infatti da diversi volumi progettati dai più importanti architetti del mondo: dal Vitra Design Museum di Frank Gehry alla Fire Station di Zaha Hadid, da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, Herzog & de Meuron.
Ora ad arricchire l’esperienza del personale dell’azienda e dei visitatori c’è il nuovo Perennial Garden: un ampio giardino progettato da Piet Oudolf che prevede l’utilizzo di 30.000 piante perenni su 4.000 metri quadrati di terreno compreso tra la struttura del VitraHaus di Herzog & de Meuron e lo stabilimento di produzione progettato da Álvaro Siza.

Sullo sfondo del nuovo giardino la cupola geodetica progettata da Richard Buckminster Fuller, installata nel campus nel 2000.

Rolf Fehlbaum, presidente emerito di Vitra, ha spiegato: «Durante i primi decenni di sviluppo del Vitra Campus non ci siamo posti la questione della progettazione del paesaggio. I primi interventi sul paesaggio sono arrivati con i progetti di Álvaro Siza e Günther Vogt, con il collegamento delle aree nord e sud del Campus. Il giardino di Piet Oudolf conferisce al campus una nuova dimensione e offre ai visitatori un’esperienza diversa, in continua evoluzione».

Un giardino per sua stessa definizione è e sarà sempre in evoluzione. Come ha dichiarato Oudolf: «creo un dipinto che lascio crescere e mutare».

Il giardino è compreso tra la VitraHaus di Herzog & de Meuron e lo stabilimento produttivo progettato da Álvaro Siza.

 

Olandese, classe 1944, Piet Oudolf è uno dei più acclamati paesaggisti contemporanei, capostipite di quel movimento che negli anni Ottanta ha rivoluzionato il concetto di giardino urbano con l’introduzione del metodo ‘New Perennial’, l’utilizzo di piante pluriennali, spesso auto-rigeneranti, arbusti perenni, erbe, cespugli e fiori di campo, a lungo trascurate come piante da giardino, nonché di una disposizione anticonvenzionale della vegetazione, molto più spontanea ed emozionante rispetto alla vecchia scuola dei giardini ornamentali.
Anche nel caso del Campus Vitra, Oudolf ha selezionato migliaia di specie con tempi di fioritura e cicli vitali divergenti, in modo che il giardino offra un’esperienza sensoriale in tutte le stagioni. La sua idea di paesaggio, pur apparendo selvaggia e naturale, nasconde in realtà una meticolosa progettazione che prevede sempre la presenza umana e l’interazione del verde con le persone. Lo testimoniano i parchi pubblici che ha realizzato in tutto il mondo: i giardini della galleria Hauser & Wirth Somerset e della Serpentine Galleries a Londra e la High Line di New York, il parco sospeso sulle ex linee ferroviarie che ha stimolato un nuovo punto di vista sull’architettura del verde in città.

 

“Vorrei che le persone si perdessero nel giardino anziché limitarsi ad attraversarlo”, ha spiegato il paesaggista.

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