Fino al 13 settembre 2026 Ortisei e altri luoghi della Val Gardena ospitano Biennale Gherdëina 10 – (Future) Paradise Gardens, la decima edizione della manifestazionefondata da Doris Ghetta nel 2008 dedicata all’arte contemporanea.

Affidata alla curatela di Samuel Leuenberger, fondatore e direttore dello spazio indipendente svizzero Salts ed ex curatore di Parcours per Art Basel, questa edizione assume la forma di una riflessione articolata sul concetto di giardino. Non come semplice spazio naturale, ma come dispositivo culturale, politico e simbolico attraverso cui interrogare temi legati alla convivenza, alla cura, alla biodiversità, alla memoria e alla giustizia ambientale.

Il progetto espositivo si sviluppa attraverso una serie di capitoli tematici – Commoning, Divine Love and Growth, Violent Garden, Queer Ecology, Botanical e Gardens as Spaces for Reflection and Poetry – che affrontano il rapporto tra esseri umani e ambiente da prospettive differenti.
Installazioni, opere site-specific e interventi diffusi nel paesaggio alpino trasformano la valle in un territorio di ricerca dove natura, pratiche artistiche e immaginazione convivono.
«Le Dolomiti offrono uno scenario di grande ispirazione, ricco di bellezza naturale, tradizioni artigianali e narrazioni montane senza tempo», afferma Leuenberger. I “giardini del futuro” evocati dal titolo diventano così luoghi di rifugio e possibilità, ma anche spazi attraverso cui immaginare modelli alternativi di coesistenza tra persone, animali e sistemi ecologici.

La mostra riunisce oltre venti artisti internazionali, tra cui Giulia Cenci, Lydia Ourahmane, Bosco Sodi, Álvaro Urbano, Yuyan Wang, Sandra Knecht, Jacopo Belloni e Walter Niedermayr.
Molti dei lavori presentati sono nuove commissioni realizzate per l’occasione e pensate in relazione al paesaggio e alle comunità della Val Gardena.

Tra i progetti principali figura Dormancy di Jacopo Belloni, vincitore della quattordicesima edizione dell’Italian Council. Sviluppato tra Svizzera, Italia, Portogallo e Francia, il lavoro riflette sui concetti di quiescenza, trasformazione e rigenerazione attraverso un sistema di sculture dedicate alla conservazione dei semi e alla trasmissione della memoria biologica e culturale.
Al termine del percorso espositivo l’opera entrerà nella collezione permanente della GAMeC di Bergamo.

La decima edizione amplia inoltre la rete internazionale della biennale attraverso collaborazioni con Kaunas Biennial in Lituania e Museion di Bolzano, che ospiterà la prima mostra personale italiana dell’artista cinese Evelyn Taocheng Wang.

In occasione dell’anniversario viene presentata anche la pubblicazione BG1–10. Biennale Gherdëina Anniversary, volume che ripercorre quasi due decenni di attività attraverso materiali d’archivio, contributi degli artisti e documentazione delle dieci edizioni che hanno progressivamente trasformato la manifestazione in un punto di riferimento per l’arte contemporanea nel contesto alpino.