DESIGN OLTRE LE CRISI

I momenti di crisi raddoppiano la vitalità degli uomini”. È con questa citazione di Paul Auster che si apre il comunicato con cui Silvana Annichiarico, direttore del Triennale Design Museum, introduce la settima edizione dell’esposizione milanese, presentata ufficialmente questa mattina in Triennale insieme al curatore scientifico, Beppe Finessi, a Italo Lupi, che ha curato la grafica della mostra e del catalogo e all’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno. Introdotti con la consueta intelligenza dal presidente Claudio de Albertis e dai saluti del presidente della Fondazione Museo del Design Arturo Dell’Acqua Bellavitis.

La conferenza stampa di presentazione della mostra. Da sinistra Italo Lupi, Philippe Nigro, Beppe Finessi, Silvana Annichiarico, Claudio De Albertis, Arturo Dell´Acqua Bellavitis, Filippo Del Corno e Antonio Citterio 

 

Usare il termine “crisi” nel titolo di una mostra è un atto di coraggio ma questa esposizione si fonda sull’assunto che siano proprio i momenti di crisi quelli più stimolanti per la creatività progettuale. Così “il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione”, ripercorre tre periodi cruciali della storia patria – gli anni Trenta, la crisi petrolifera dei primi anni Settanta e la prolungata fatica dell’era della globalizzazione, cominciata nel 2008 – delineando una storia alternativa del design attraverso una selezione di più di 650 opere, inclusi episodi generalmente considerati “minori” dalla storiografia ufficiale del design.

Fortunato Depero


Gio Ponti


Ettore Sottsass


 

Si ravvisano così le differenze ma anche le analogie nella progettualità e nelle strategie imprenditoriali con cui si è data risposta, nei diversi periodi, alle difficoltà economiche. Se oggi il designer è sempre più spesso produttore di se stesso e delle sue idee, il primo maker in fondo fu già Fortunato Depero, e l’autoprogettazione di Enzo Mari scrive un nuovo linguaggio e propone modalità di produzione attuali ancor oggi; la ricerca sui materiali, figlia dell’autarchia indotta dalle sanzioni, ha fatto dell’Italia il Paese capofila nella chimica industriale e oggi prosegue anche con materiali tradizionali come il legno e il marmo.

Tra gli autori di un percorso che si sviluppa cronologicamente, dalla Casa d’Arte di Depero alla stanza curata da Denis Santachiara dedicata al design autorale che si autoproduce con le nuove tecnologie, le opere di Bice Lazzari, Fausto Melotti, Carlo Mollino, Franco Albini, Gio Ponti, Antonia Campi, Renata Bonfanti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Ugo La Pietra, Martino Gamper, Formafantasma, Nucleo, Lorenzo Damiani, Paolo Ulian, Francesco Faccin, Massimiliano Adami.

Philippe Nigro ha rivisitato gli ambienti della Triennale scegliendo per l’allestimento il metallo e l’OSB, pannelli di legno di pioppo del Monferrato, materiali che rievocano il lavoro artigianale e autoprodotto, dove gli oggetti sono appoggiati nello spazio in un percorso lineare che dialoga con l’architettura di Muzio senza mai toccarla. Linearità che si interrompe in corrispondenza degli anni Settanta, dove la disposizione libera nello spazio segnala lo spaesamento che prelude al totale ripensamento del modo di produrre e di consumare contemporaneo.

Francesco Faccin, autoproduzione con stampante 3D e taglio laser

 

Al termine del percorso espositivo e indipendente da questa esposizione inaugura Icone del Design Italiano (a “grande richiesta” dei visitatori internazionali) un nuovo, vertiginoso allestimento progettato da Antonio Citterio Patricia Viel Interiors, che accoglie un nucleo di icone del design dalla Collezione Permanente del Museo, arricchito dalle selezioni a rotazione di maestri invitati a indicare quali siano secondo loro gli oggetti imprescindibili della storia del design italiano.

La nuova installazione di Antonio Citterio Patricia Viel Interiors per le Icone del Design Italiano

 

 

Triennale Design Museum

Settima edizione

Il design italiano oltre le crisi

Autarchia, austerità, autorproduzione

4 aprile 2014 – 22 febbraio 2015

Mar_Dom 10:30 – 20:30

Gio 10:30 – 22:30

Ingresso 8 euro 

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