I PROGETTI FOTOGRAFICI DI MIA PHOTO FAIR

Cinquemila metri quadrati. 130 espositori. 80 gallerie provenienti da 13 diverse nazioni. 230 artisti. 15 editori specializzati. 20 artisti indipendenti. Dal 9 al 13 marzo si è svolta a Milano la VII edizione di MIA Photo Fair, la fiera internazionale d´arte dedicata alla fotografia e all´immagine in movimento. L´evento più atteso della stagione milanese per collezionisti e appassionati della fotografia d´arte è frutto della ricerca di qualità dei curatori Gigliola Foschi, Roberto Mutti e Enrica Viganò.

L´edizione 2017 presenta un panorama multietnico e multiculturale di grande interesse. Un mondo di immagini che documentano le potenzialità straordinarie di questo mezzo espressivo: dalla fotografia storica al reportage, dal fashion al design, alla architettura.

Marco Palmieri, Studio per un´Annunciazione, galleria Antonia Jannone

 

Malena Mazza, Blue light, galleria Robertaebasta

 

 

 Pasi Orrensalo, Romis, galleria Valeria Bella

 

La forte vocazione internazionale della manifestazione si è arricchita quest´anno di tre progetti tematici: Focus Brasile, a cura di Denice Gardella, Focus Asturia, di Monica Valvare de Careaga, Focus Ungheria, di Art Poto Budapest.

Tra gli artisti italiani presenti al Mia Photo Fair (il 70% sul totale) si è aggiudicato il premio Bnl – Gruppo Paribas il fotografo di Ancona Claudio Gobbi con l´opera Ural Studies presentata dalla Wegallery di Berlino.

Claudio Gobbi, Neither Europe, nor Asia (Ural Studies), Wegallery, la fotografia vincitrice del premio Bnl-Paribas al Mia Photo Fair 2017

 

La giuria, composta da Fabio Castelli, Gianluigi Ricuperati, Francesca Malgara, Daniele De Luigi e Anna Boccaccio, ha premiato Gobbi «per la straordinaria potenza visiva e conoscitiva di un viaggio ai confini dell´Europa che è insieme fotografico e narrativo. In un mondo nel quale i confini tornano a suonare le loro sinistre campane, le immagini di Gobbi ci sembrano un magnifico ammonimento, stratificato nella tradizione italiana e insieme proiettato verso un orizzonte di linguaggi complessi, crossdisciplinari, il cui scopo fondamentale è la produzione di conoscenza pubblica».

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