Attraversare il Tamigi dalla City per raggiungere la Tate Modern e la ricostruzione del Globe Theatre shakesperiano è ancor oggi emozionante, anche se non come il giorno dell’inaugurazione, nel giugno del 2000, quando il passaggio contemporaneo di più di duemila persone provocò oscillazioni dell’impalcato che portarono all’immediata chiusura del Millennium Bridge, riaperto solo nel 2002 dopo l’installazione di smorzatori inerziali e idraulici.
Vincitore di un concorso internazionale il progetto, sviluppato da Foster + Partners insieme allo scultore Sir Anthony Caro (1924-2013) venne ingegnerizzato da Arup.

Due pile a forma di Y sostengono otto cavi di acciaio che corrono ai lati dell’impalcato (largo 4 metri). Ai cavi sono agganciati – con un passo di 8 metri – bracci trasversali in acciaio che sostengono l’unico ponte pedonale che attraversa il Tamigi. In questo modo il ponte si mantiene molto basso all’orizzonte, con i cavi alti al massimo 2,3 metri, offrendo a chi lo attraversa viste panoramiche ininterrotte sullo skyline della città e senza interrompere la vista sul fiume dagli edifici intorno.
Come ha spiegato Sir Norman Foster, «il mio primo schizzo era quello di una ‘lama di luce’, ovvero l’intervento più minimale possibile sull’asse di St Paul. La sua realizzazione, come collaborazione tra architettura, arte e ingegneria, ha da allora trasformato Southwark e aperto una nuova prospettiva sul fiume, oltre ad avere ampliato la rete pedonale di Londra».

Roger Ridsdill Smith, responsabile dell’ingegneria strutturale di Foster + Partners e senior partner della società di progettazione, precisa che la soluzione progettuale «ha fornito il mezzo più minimale per attraversare il Tamigi. Il ponte sembra fluttuare sopra il trafficato corso d’acqua, rimanendo al contempo sufficientemente basso da preservare le vedute protette della Cattedrale di St Paul, offrendo così dall’impalcato viste panoramiche sullo skyline della città, non ostacolate dalla struttura».
