Il museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati, progetto di Mario Cucinella

L’incredibile spazio ipogeo che accoglie pezzi selezionati della collezione di arte etrusca con incursioni – difficilmente riconoscibili al primo sguardo – di opere contemporanee caratterizza in maniera unica il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati aperto al pubblico in corso Venezia a Milano.

Dopo la preview di luglio, limitata al piano terra e al giardino, da oggi è possibile muoversi in tutti gli ambienti, ristrutturati e, nel caso dei due piani sotterranei creati, da Mario Cucinella Architects in un intervento che ha chiamato a raccolta sensibilità e competenze diverse per dare vita all’unicum in cui è stato trasformato l’edificio ottocentesco che si affaccia sui giardini pubblici di fronte al Planetario.

Raggiungibile dall’ingresso principale mediante una scala che appare intagliata nella pietra, con tre sale circolari e una grande sala ellittica l’ambiente da cui prende le mosse l’esposizione permanente, introdotto da un’urna cineraria in travertino, suscita le stesse emozioni che si provano visitando le tombe etrusche.

Ph. Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati

Risultato di un progetto di ingegneria strutturale particolarmente complesso, questo livello si articola in una grande sala ellittica e tra sale circolari avvolte in maniera continua da un rivestimento in conci di pietra serena.
I 30mila listelli, tagliati uno ad uno seguendo un disegno parametrico, sono montati con la medesima tecnologia utilizzata per realizzare facciate ventilate esterne: agganciati a una sottostruttura invisibile, distanziati di 5 millimetri tra un corso e l’altro per lasciar filtrare la luce, enfatizzata dalle brillanti scaglie di mica costitutive del tipo di pietra, e la ventilazione.

I conci in pietra serena rivestono interamente lo spazio ipogeo del museo

Anche le teche espositive sono state realizzate su disegno dello studio di Mario Cucinella, mentre per il percorso espositivo ci si è avvalsi della consulenza di Salvatore Settis, coordinatore del comitato scientifico della fondazione.

Ph.Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati

Risalendo le scale, superato l’ammezzato che ospita gli uffici della fondazione si raggiunge l’esposizione al piano nobile, mente il piano successivo è destinato a eventi e esposizioni temporanee.
Al piano nobile tutti gli ambienti originariamente progettati da Filippo Perego sono stati recuperati, restaurati e conservati: dalle boiserie alle porte dorate, dai pavimenti ai camini in marmo alle alte specchiere settecentesche, creando uno spazio espositivo dove risaltano per contrasto opere contemporanee.

Un'opera di Andy Wharol dialoga con reperti etruschi disposti nelle vetrine d'epoca in una delle sale del piano nobile del museo (ph. Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati).

Alcune sale, abitate da reperti etruschi e dedicate a installazioni site specific di artisti contemporanei – Luigi Ontani, Giulio Paolini, Francesco Simeti, Marianna Kennedy – presentano originali cromatismi in sintonia con le opere.

La sala con un allestimento site-specific di Luigi Ontani (ph. Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati).

Altro elemento fondamentale nel generale progetto di recupero e restyling del palazzo è il giardino esterno, progettato dallo studio Greencure di Marilena Baggio, con la leggera ondulazione del manto erboso che evoca le cupole dell’ambiente ipogeo.Nel progetto del giardino è stato previsto il mantenimento delle specie arboree preesistenti, integrate da elementi di vegetazione a bassa manutenzione e irrigazione già presenti nel contesto cittadino. In un angolo del giardino, restaurato per dedicarlo a piccole esposizioni temporanee, si trova anche il Padiglione neoromantico.

In un angolo del giardino il padiglione che ospiterà esposizioni temporanee (ph. Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati).

I lavori presero il via sei anni fa con opere di strip-out e di parziale demolizione che hanno alleggerito l’edificio esistente, poi temporaneamente adagiato sui pali di sottofondazione, consentendo la demolizione delle vecchie strutture di fondazione e la costruzione dei due piani interrati.
Specie per l’ambiente ipogeo, lo sviluppo del progetto – project manager Giovanni Canciullo – ha richiesto numerose sperimentazioni in scala reale, per le quali è stato costruito, presso la sede bolognese di MCA, un mock-up in scala reale di una porzione di cupola.

La facciata principale del palazzo sede della Fondazione Rovati e del nuovo museo d'arte (ph. Giovanni De Sandre per Fondazione Luigi Rovati).
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