Il palazzetto di San Vicente del Raspeig mette lo sport in vetrina

La facciata bianca cambia aspetto nel corso della giornata, lasciando affiorare le geometrie e i riflessi blu degli ambienti interni. A San Vicente del Raspeig, nella provincia spagnola di Alicante, il palazzetto municipale progettato da Manuel Costoya Estudio de Arquitectura e Naos 04 Arquitectos rende visibili dall’esterno le attività sportive, trasformandole in parte dell’immagine dell’edificio.

 

Vista dall’alto del Pabellón Municipal de Deportes di San Vicente del Raspeig, progettato da Mcea e Naos 04 Arquitectos, ph. ©David Frutos.

 

Il complesso occupa una superficie costruita di 6.648 metri quadrati all’interno di un lotto di oltre 11mila.
La struttura, che può accogliere 1.879 spettatori seduti e raggiungere una capienza massima di 6.407 persone, è destinata sia alle discipline sportive sia agli eventi con un’affluenza elevata.

 

L’involucro sovrappone il disegno orizzontale dello strato esterno alla trama delle aperture retrostanti; il piano terra vetrato mantiene un rapporto diretto tra interno ed esterno, ph. ©David Frutos.

 

L’organizzazione interna si articola in due nuclei principali: il primo è il grande spazio centrale destinato agli sport di squadra, con dimensioni equivalenti a quattro campi da basket; il secondo riunisce le sale per le attività guidate e le palestre.
Il padiglione, il centro fitness e la caffetteria dispongono inoltre di accessi e impianti autonomi, così da poter funzionare in modo indipendente e adattarsi a differenti modalità di gestione.

Dettaglio della facciata a doppio strato: attraverso il rivestimento esterno filtrante emergono le aperture degli ambienti sportivi, ph. ©David Frutos.

 

Luce e colore distinguono i diversi spazi. Cinque lucernari orientati a nord illuminano dall’alto il volume principale, evitando l’irraggiamento diretto e accompagnando i toni caldi del pavimento in legno. Nelle sale per le attività, invece, la luce viene filtrata dai due strati dell’involucro e incontra le tonalità più fredde delle superfici interne.

 

La sequenza giorno-sera mostra la trasformazione dell’involucro: alla superficie bianca uniforme delle ore diurne subentra una facciata dalla quale emergono aperture e riflessi dell’illuminazione interna, ph. ©David Frutos.

 

La doppia pelle dell’involucro conferisce dinamismo alle facciate. Il disegno a righe orizzontali dello strato esterno si combina con la trama a scacchiera delle bucature della facciata interna, producendo una composizione che varia in base alle condizioni di luce.

 

Dall’interno, le aperture di diversa dimensione mettono in relazione gli ambienti con la seconda pelle orizzontale che avvolge l’edificio, ph. ©David Frutos.

 

Durante il giorno prevale il bianco compatto dell’involucro; la sera, quando gli ambienti si accendono, la superficie si scompone in differenti sfumature di blu generate dai riflessi dell’illuminazione sui pavimenti. La trasparenza controllata permette così di percepire il movimento all’interno e comunica nello spazio pubblico la funzione dell’edificio.

 

Il grande spazio centrale per gli sport di squadra è illuminato dall’alto da cinque lucernari orientati a nord; il pavimento in legno introduce una tonalità calda nell’ambiente prevalentemente bianco, ph. ©David Frutos.

 

Il progetto affida una parte importante delle prestazioni energetiche alle strategie passive. La luce naturale raggiunge tutti gli ambienti, mentre un sistema motorizzato di ventilazione sfrutta le facciate e gli evacuatori collocati in copertura per attivare il ricambio trasversale dell’aria nell’intero volume.
Durante la notte il dispositivo contribuisce a dissipare il calore accumulato nelle ore diurne.

 

Il campo centrale ha dimensioni equivalenti a quattro campi da basket. La copertura alterna grandi lucernari e strutture metalliche lasciate a vista, ph. ©David Frutos.

 

A queste soluzioni si aggiungono un impianto aerotermico per la produzione di acqua calda sanitaria e pannelli fotovoltaici per la generazione di energia elettrica. Il palazzetto raggiunge così prestazioni riconducibili a quelle di un edificio a energia quasi zero, integrando efficienza, flessibilità d’uso e riconoscibilità urbana.

 

Passerelle e percorsi distribuiscono gli spazi affacciandosi sul campo centrale; superfici vetrate e aperture perimetrali favoriscono l’ingresso della luce naturale, ph. ©David Frutos.

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