Il tessuto come dispositivo narrativo. La Fiber Art in mostra a Forlì

Dal 29 aprile al 31 luglio 2026, negli spazi della Fondazione Dino Zoli a Forlì, Tessere d’arte – intrecci tra materia e creazione mette in mostra gli esiti di nove anni di collaborazioni tra Dino Zoli Textile e gli artisti ai quali l’azienda ha messo a disposizione materiali, tecnologie e competenze produttive come strumenti di sperimentazione, in un costante dialogo tra progettazione tessile e ricerca artistica.

Collaborazioni che si sono concretizzate in primo luogo nelle residenze artistiche, al centro del confronto tra pratica industriale e linguaggi contemporanei. Emblematica in questo senso la residenza di Elena Bellantoni nel 2022, che ha coinvolto i dipendenti in workshop partecipativi e nella realizzazione di costumi in lino e velluto prodotti da Dino Zoli Textile, confluiti nell’opera video Se ci fosse luce sarebbe bellissimo (nell’immagine di apertura).

In Tessere d’Arte tornano anche le collettive che si sono susseguite negli anni:

il progetto Utopiche seduzioni. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Da Piero Manzoni alle nuove generazioni con l’installazione immersiva Plot di Francesca Pasquali, che testimonia come le referenze tessili, incluse quelle derivanti da materiali di scarto, possano diventare terreno di sperimentazione artistica e installativa;

 

Dalla mostra Utopiche seduzioni (ph. courtesy Fondazione Dino Zoli).

 

Trame esplorative (2024-25) che ha messo in evidenza la capacità del tessuto di generare ambienti sensoriali e percorsi esperienziali;

 

Dalla mostra Trame esplorative (ph. courtesy Fondazione Dino Zoli).

 

È qui, realizzata con gli studenti del Corso di Decorazione per l’architettura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che hanno progettato pattern tessili poi sviluppati e stampati da Dino Zoli Textile per una serie di sedute. Il progetto nasceva dalle parole, immagini e suoni raccolti tra i ragazzi delle cooperative sociali La Fraternità e Arca di Noè, dando forma a un racconto condiviso di identità e memoria.

Terzo capitolo di Tessere d’Arte, i progetti speciali come Fragile Sublime di Silvia Camporesi: 12 fotografie realizzate per ricordare l’alluvione in Romagna del 2023 state stampate su tessuto per conferire carattere materico all’immagine. Il bianco cangiante del tessuto Dino Zoli Textile, selezionato da Camporesi insieme al team tecnico dell’azienda, valorizzava al meglio l’aspetto liquido e i cromatismi – verde e marrone – che si ripetevano in tutte le immagini. O i sei grandi teli Camille di Silvia Bigi, nei quali la ricerca sviluppata insieme al team aziendale e la stampa digitale a sublimazione hanno dato forma a superfici tessili uniche, un pattern grafico ripetuto ossessivamente, che mescola disegni delle piante con frasi legate ai processi dell’Inquisizione, rielaborati con l’AI.

 

La stampa su tela di una delle foto di Silvia Camporesi per il capitolo Fragile sublime (ph. courtesy Fondazione Dino Zoli).

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