In Triennale Milano l’ultima grande mostra dello studio Barber Osgerby

Fino al 6 settembre 2026 Triennale Milano ospita Edward Barber | Jay Osgerby. Alphabet, la più ampia mostra monografica realizzata in Italia dedicata ai designer britannici Edward Barber e Jay Osgerby.
Curata da Marco Sammicheli con allestimento di studiomille, l’esposizione ripercorre il lavoro sviluppato dal duo londinese attraverso progetti, prototipi, modelli, schizzi e oggetti che ne hanno definito il linguaggio progettuale.

 

La mostra Edward Barber | Jay Osgerby. Alphabet in Triennale Milano è curata da Marco Sammicheli con allestimento di studiomille, ph. ©Matteo Pasin.

 

Fondato a Londra nel 1996, lo studio Barber Osgerby è stato una delle realtà più influenti del design britannico contemporaneo.

La mostra assume un significato particolare perché arriva pochi mesi dopo l’annuncio della chiusura dello studio: a maggio 2026 Edward Barber e Jay Osgerby hanno infatti comunicato la decisione di interrompere la collaborazione professionale avviata trent’anni prima, per proseguire con percorsi indipendenti.

 

Una sezione della mostra accosta oggetti, prototipi e pezzi in edizione limitata, mettendo in evidenza il dialogo tra ricerca progettuale, artigianato e industria, ph. ©Matteo Pasin.

 

Dal product design agli interni, dall’illuminazione alle installazioni fino alle commissioni architettoniche, Alphabet restituisce l’evoluzione di una pratica progettuale fondata sulla sperimentazione dei materiali e sul dialogo con l’industria.
Il titolo fa riferimento all’alfabeto formale sviluppato dai due progettisti nel corso della carriera: curvature tecniche, piegature, giochi tra pieni e vuoti, attenzione al colore e ricerca sulla leggerezza diventano gli elementi attraverso cui leggere l’evoluzione del loro lavoro.

 

Disegni e schizzi di progetto esposti in mostra documentano il processo creativo dello studio londinese, ph. ©Matteo Pasin.

 

La mostra è organizzata secondo un percorso cronologico che attraversa quattro fasi, dagli anni Novanta fino al 2023, evidenziando il rapporto costante tra ricerca progettuale, innovazione tecnologica e cultura manifatturiera.

 

L’allestimento progettato da studiomille organizza il percorso attraverso grandi plinti espositivi e dispositivi che consentono una lettura ravvicinata dei progetti, ph. ©Matteo Pasin.

 

Un sistema di gradinate, tende e grandi plinti espositivi accompagna il visitatore attraverso le diverse stagioni creative dello studio, mentre una sezione iniziale raccoglie modelli, prototipi e manufatti provenienti dall’archivio londinese, offrendo uno sguardo sul processo di progettazione.

 

Soft Work per Vitra (2018) è un sistema modulare per ambienti di lavoro e collaborazione che integra sedute, tavolini, schermi divisori e postazioni informali in un’unica piattaforma, ph. ©Studio Akfb.

 

Tra le opere esposte figurano la torcia olimpica di Londra 2012, i tavoli Iris per Established & Sons, la lampada Tab per Flos e una selezione di progetti sviluppati per aziende e manifatture internazionali.
Il percorso si conclude con la ricostruzione di tre momenti espositivi significativi della loro carriera: Ascent (2011), Signals (2022) e la mostra dedicata alla collezione Rivington per Mutina (2023).

 

Installazione Designers of the Year per Maison&Objet (2013), con Planform Array V dalla mostra Ascent (2011) e le sedute Tip Ton per Vitra (2011), ph. ©Stéphane Muratet.

Ad accompagnare l’esposizione un catalogo pubblicato da Electa, che raccoglie saggi, interviste e una vasta documentazione grafica e fotografica dedicata al lavoro dello studio, con contributi, tra gli altri, di Stefano Boeri, Deyan Sudjic, Giulio Cappellini e Marco Sammicheli.

 

La lampada Tab disegnata per Flos nel 2007 sintetizza uno dei temi ricorrenti del lavoro di Barber Osgerby: la ricerca dell’essenzialità attraverso forme geometriche e componenti ridotti al minimo, ph. ©David Brook / Shoot Studio.

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