Inaugurata a Tokyo la Toranomon Hills Station Tower di Oma

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Progettata dallo studio Oma guidato in questo progetto dall’architetto partner Shohei Shigematsu, la Toranomon Hills Station Tower con 266 metri d’altezza, per 49 piani fuori terra e 4 interrati, ospita uffici, hotel, spazi pubblici e, sulla sua sommità, un centro culturale.

 

La torre a uso misto di 49 piani fa parte di un vasto piano di sviluppo condotto da Mori Building, su 7,5 ettari, che comprende quattro grattacieli, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

La Toranomon Hills Station Tower è la prima torre progettata da Oma in Giappone. L’edificio sorge sulla Shintora-dori Avenue, un’arteria recentemente rinnovata che collega la baia di Tokyo con il centro città.

 

La lastra sud si restringe alla base per poi allargarsi verso l’alto; la lastra nord si assottiglia invece verso la sommità, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Finanziato da Mori Building, il nuovo grattacielo costituisce l’ultimo tassello dell’ambizioso progetto della società giapponese, che ha trasformato l’area di Toranomon Hills in un punto di riferimento per la finanza e gli affari attraverso la realizzazione di infrastrutture e di un totale di quattro architetture.

 

Il complesso a uso misto è integrato con infrastrutture urbane che fanno parte integrante del progetto, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Come sviluppare un edificio a uso misto che incarni al massimo le potenzialità del mix e che stimoli una relazione inaspettata tra edificio e città? Per rispondere al tema progettuale la Toranomon Hills Station Tower adotta un approccio aperto tra architettura e città, creando un’interfaccia strettamente intrecciata al contesto urbano.

 

Un ponte pedonale, circondato da aree verdi, collega la torre agli altri edifici del quartiere, dando vita a un passaggio sopraelevato, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Il basamento dell’architettura è costituito infatti da uno spazio pubblico a più piani, che conduce direttamente alla nuova stazione di Toranomon Hills della metropolitana di Tokyo. Grazie a una serie di aperture che consentono alla luce naturale di filtrare all’interno, la stazione risulta luminosa e ariosa.

 

Le aree con scale mobili e ascensori sono trattate coni vetri disegnati ad hoc da Sabine Marcelis, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Ai piani superiori, l’edificio ospita un’area dedicata a negozi, un hotel – ai piani primo e dall’11° al 14° – e diversi piani adibiti a uffici per un totale di 107.000 mq di spazi dedicato al lavoro. L’architettura è modellata per rivelare queste diverse fasce da molteplici punti di vista.

 

La Toranomon Hills Station Tower è il primo grattacielo progettato dallo studio Oma in Giappone, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Nel dettaglio, lo spazio commerciale di circa 14.400 mq occupa nove piani con circa 80 negozi e un centro benessere di circa 2.000 metri quadrati.

 

L’ambito pubblico non riguarda solo i primi piani ma anche l’area culturale alla sommità del grattacielo, chiamata Tokyo Node, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

L’albergo con 205 camere fa parte del marchio The Unbound Collection by Hyatt, che con questo intervento fa il suo debutto a Tokyo. Il design degli interni è dello studio danese Space Copenhagen, anch’esso al suo primo lavoro in Giappone.

 

La terrazza con piscina fa parte del polo culturale che occupa gli ultimi piani della torre, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Nella parte più alta della torre, dal 45° al 49° piano, sorge infine il centro culturale Tokyo Node che corona l’intera architettura. Lo spazio è scandito da gallerie, dalla terrazza con piscina e da diverse zone ristorazione.
La sala principale e le tre gallerie possono essere utilizzate singolarmente o integrate tra loro per dare vita a un unico grande spazio espositivo.

 

La sala per spettacoli ed eventi con vista su gran parte di Tokyo, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Il fulcro del polo culturale è la sala principale, al 46esimo piano della torre. Con un’altezza massima di 11,6 metri, una capienza di 338 posti a sedere e una superficie di 460 metri quadrati, la sala insonorizzata è pensata per spettacoli e presentazioni di fronte a una magnifica vista sul palazzo imperiale e su gran parte della città.

 

Tokyo Node si sviluppa anche attraverso tre spazi espositivi, parte integrante della presenza della torre nel contesto urbano, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Costituito da una facciata a specchio, il grattacielo presenta una peculiare simmetria invertita: la lastra sud si restringe alla base per poi allargarsi verso l’alto, come una sorta di imbuto invertito. La lastra nord agisce esattamente al contrario: assottigliandosi verso la sommità, ricorda l’architettura tipica del palazzo imperiale e massimizza la vista sullo skyline di Roppongi Hills.

 

Altro spazio aperto al pubblico è la Sky Lobby al 7° piano della torre, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Ogni dettaglio è curato fin nel minimo dettaglio. Per esempio le aree deputate alla circolazione verticale – scale mobili e ascensori – sono dotate di vetri ad hoc con gradiente colorato progettati da Sabine Marcelis.

 

L’edificio ha una base pubblica che comprende un’area commerciale e il luminoso atrio di accesso a una nuova stazione della metropolitana, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

 

Secondo Shohei Shigematsu «la torre si collega alla rete della metropolitana di Tokyo, al quartiere circostante lungo la rinnovata Shintora-dori e ad altri grattacieli vicini dal punto di vista spaziale e programmatico. Unisce attività abitative, lavorative e culturali all’interno e intorno alla sua base e alla sommità. L’esperienza multilivello e tridimensionale dello spazio che ne deriva è perfettamente integrata nel tessuto cittadino».

 

La torre, aperta al pubblico, definisce un nuovo centro di attività commerciali e culturali, ph. ©Tomoyuki Kusunose.

Crediti di progetto

Località Tokyo
Committente Mori Building Co.
Progetto architettonico Oma New York
Lead Architect Shohei Shigematsu
Esecutivi Mori Building Co, Kume Sekkei
Progetto strutture, impianti Kume Sekkei
Facciate Kume Sekkei, Arup Japan
Illuminazione esterna L’Observatoire International
General contractor Kajima Corporation
Cronologia Aprile 2016 – concorso; novembre 2019 – avvio cantiere; ottobre 2023 – apertura

Shohei Shigematsu

ph. ©Tomoyuki Kusunose.
ph. ©Tomoyuki Kusunose.

Partner di Oma, il progettista è nato nella prefettura di Fukuoka, in Giappone, nel 1973. Dopo essersi laureato, si trasferisce in Olanda ed entra in Oma nel 1998. Nel 2006, è diventato il responsabile della sede di New York. Diventa partner dello studio olandese nel 2008.
Shohei Shigematsu ha sviluppato diversi spazi di lavoro innovativi tra cui la sede della China Central Television (Cctv) a Pechino, la sede della Borsa di Shenzhen (2013) e il Tenjin Business Center a Fukuoka. Oltre alla torre di Tokyo recentemente inaugurata, il suo coinvolgimento con tipologie di spazi di lavoro e a uso misto comprende un centro di istruzione e ricerca a Chicago e un secondo edificio per il Tenjin Business Center, attualmente in costruzione.
Shohei Shigematsu è responsabile di alcuni progetti in tutto il Nord America, tra cui Milstein Hall per la Cornell University, un nuovo edificio per il museo nazionale delle belle arti del Quebec; la sede centrale di Sotheby e l’espansione del New Museum, entrambi a New York.

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