La prateria si fa architettura: la Theodore Roosevelt Presidential Library di Snøhetta

Dopo la Far Rockaway Library di New York, completata nel 2024, e il progetto in corso per la Charlotte Mecklenburg Library in Carolina del Nord, lo studio Snøhetta torna a confrontarsi negli Stati Uniti con l’architettura di una biblioteca.

A Medora, in North Dakota, la Theodore Roosevelt Presidential Library riunisce spazi espositivi, collezioni digitali, attività educative e un vasto intervento sul paesaggio delle Badlans.

 

La Theodore Roosevelt Presidential Library sorge su un’altura affacciata sulle Badlands del Little Missouri River, ph. ©Nic Lehoux.

 

Il nuovo intervento si inserisce nelle Badlands del Little Missouri River, una regione segnata da altopiani erosi, calanchi e profonde gole. Il complesso sorge all’interno delle più estese praterie naturali degli Stati Uniti.

Inaugurata il 4 luglio 2026, nel 250esimo anniversario della nascita degli Stati Uniti d’America, la Theodore Roosevelt Presidential Library integra un edificio di circa 8.900 metri quadrati e un paesaggio di prateria, nel territorio dove Roosevelt trascorse lunghi periodi tra il 1883 e il 1887, prima di essere eletto presidente.

 

La copertura inclinata segue l’andamento del terreno e riduce la presenza visiva dell’edificio, ph. ©Nic Lehoux.

 

Selezionato all’unanimità attraverso un concorso internazionale nel 2020, il progetto riunisce architettura e landscape design in un unico sistema. L’architettura si inserisce nella morfologia dell’altura attraverso un’ampia copertura inclinata, accessibile e piantumata, che prolunga la prateria al di sopra dell’edificio. La superficie verde complessiva misura oltre 11.200 mq e permette ai visitatori di raggiungere la sommità, dalla quale lo sguardo abbraccia il parco nazionale delle Badlands, Medora e la valle del Little Missouri.

 

Il percorso esterno include anche aree di sosta rivolte, ph. ©Nic Lehoux.

 

«Invece di inserire un edificio nel paesaggio, abbiamo cercato di rendere il paesaggio stesso l’elemento architettonico principale», ha spiegato Craig Dykers, socio fondatore di Snøhetta.

 

Una passerella in legno attraversa la prateria e conduce verso l’edificio, ph. ©Nic Lehoux.

 

Una rete di sentieri e piccoli padiglioni distribuiti nella prateria amplia il percorso all’esterno dell’edificio, collegandolo al paesaggio. All’interno, grandi superfici vetrate e lucernari portano la luce naturale negli spazi espositivi e orientano le viste verso il territorio circostante.

 

Le falde curve della copertura accompagnano il percorso di accesso alla biblioteca, ph. ©Nic Lehoux.

 

Gli spazi interni sono distribuiti lungo un passaggio centrale coperto e aperto verso il paesaggio, che collega i due principali nuclei dell’edificio.
La struttura ibrida in legno massiccio e acciaio rimane visibile in diversi ambienti, rendendo leggibile il sistema costruttivo.
Oltre 3.700 mq sono destinati alle esposizioni progettate da Local Projects, affiancate da un auditorium da 300 posti, spazi per attività educative e aree dedicate alla programmazione pubblica.
Un portico coperto estende gli ambienti verso le vallate circostanti.

 

Il portico coperto prolunga gli spazi interni verso la prateria; pilastri e intradosso sono rivestiti in legno, ph. ©Nic Lehoux.

 

Il rapporto con la geologia locale prosegue nella scelta dei materiali. L’ingresso principale è definito da pareti in terra cruda compattata, realizzate con terreno reperito in zona: la stratificazione della superficie richiama quella delle formazioni rocciose delle Badlands e contribuisce all’inerzia termica dell’involucro.

Rivestimenti lignei, legno regionale recuperato, elementi certificati Fsc e calcestruzzo a ridotte emissioni completano la palette. Per il cantiere, Dickinson Ready Mix ha messo a punto una specifica miscela di calcestruzzo low carbon, successivamente adottata anche in altri progetti dell’area.

 

La struttura lignea della copertura incornicia la vista sul paesaggio, ph. ©Nic Lehoux.

 

Il paesaggio è parte integrante dell’intervento. Snøhetta, insieme a Confluence e Resource Environmental Solutions, ha avviato il ripristino ecologico dell’intero campus con più di 400mila piante appartenenti a più di 60 specie autoctone. Di queste, 140mila sono state messe a dimora sulla copertura. Semi raccolti nei pressi dei ranch storici di Roosevelt hanno inoltre contribuito alla creazione di un patrimonio vegetale specifico del luogo.

Il progetto comprende anche una banca dei semi destinata a sostenere futuri interventi di rinaturalizzazione nella regione.

 

La struttura in legno massiccio e le pareti in terra cruda sono illuminate dai lucernari, ph. ©Nic Lehoux.

 

L’impostazione ambientale segue il programma Four Zeros – zero energy, zero carbon, zero water e zero waste – definito fin dalle prime fasi progettuali.
I consumi energetici sono ridotti del 35% rispetto a edifici istituzionali analoghi; 216 sonde geotermiche provvedono alla climatizzazione, mentre la produzione fotovoltaica, in parte installata sul sito e in parte generata nelle vicinanze sulla stessa rete, è superiore al fabbisogno elettrico annuale.

 

Un lucernario porta la luce naturale nell’interno rivestito da sottili elementi verticali in legno, ph. ©Nic Lehoux.

 

Tutte le acque meteoriche vengono gestite all’interno del campus. Un impianto a circuito chiuso raccoglie, tratta e riutilizza le acque reflue, riducendo del 50% la richiesta di acqua potabile. L’impiego del legno massiccio, della terra cruda, di materiali locali e del calcestruzzo a minore impronta carbonica interviene invece sulle emissioni incorporate.

 

Le stratificazioni delle pareti in terra cruda richiamano la geologia delle Badlands, ph. ©Nic Lehoux.

 

La Theodore Roosevelt Presidential Library punta a ottenere contemporaneamente le certificazioni Living Building Challenge Full Certification, Leed Platinum e Sites Platinum.

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