Obama Presidential Library, la torre e il campus di Tod Williams e Billie Tsien

Nel 1978 il Presidential Records Act stabilì che tutti i documenti ufficiali di una presidenza appartengono legalmente ai cittadini statunitensi. Aggiunta all’obbligo federale, la volontà di lasciare una legacy del proprio mandato – e magari anche di rettificare a proprio favore la storia – si è tradotta nella costruzione delle Presidential Libraries. Non fa eccezione quella di Barack Obama, costruita nel South Side di Chicago e completata nel giugno scorso.

Costata 850 milioni di dollari di fondi totalmente privati, l’Obama Presidential Library supera il modello tradizionale della biblioteca presidenziale (che non è una biblioteca nel senso convenzionale del termine) si configura invece come un campus aperto, strettamente integrato con il Jackson Park disegnato nel XIX secolo da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, che organizza un insieme di funzioni culturali, civiche e sportive.

 

Ph. ©The Obama Foundation

 

Il progetto di Tod Williams Billie Tsien Architects – scelti a fine 2015 tra sette gruppi di progettazione in un concorso a inviti – sviluppato con lo studio di architettura del paesaggio Michael Van Valkenburgh Associates, lavora sulla continuità dello spazio pubblico, modellando il terreno e facendo risalire prati e percorsi sulle coperture.
Le superfici verdi ampliano così le possibilità di fruizione del parco, mentre giardini, corti e camminamenti mettono in relazione i diversi edifici. Anche la chiusura di Cornell Drive contribuisce a ricucire il paesaggio, recuperando circa 15.000 metri quadrati di aree verdi.

 

Ph. ©The Obama Foundation

 

Il campus comprende il museo, il forum per incontri e attività pubbliche, una sede della Chicago Public Library e Home Court, un centro di 5.500 metri quadrati dedicato allo sport e al benessere. Quest’ultimo, progettato dallo studio Moody Nolan, interpreta il tema della comunità attraverso un involucro di metallo e vetro serigrafato che richiama la trama di una rete da pallacanestro, lo sport preferito dell’ex-presidente. Il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio utilizzano prevalentemente energia geotermica.

 

Ph. ©The Obama Foundation

 

Il principale elemento di riconoscibilità del complesso è la torre del museo, un volume scultoreo rivestito in granito del New Hampshire. La massa lapidea conferisce all’edificio un carattere compatto e permanente, mentre aperture verticali, superfici vetrate e spazi pubblici collocati alla base e alla sommità introducono variazioni nella percezione del volume. La diversa articolazione dell’involucro risponde anche alle esigenze funzionali: gli ambienti destinati alla conservazione dei reperti richiedono infatti un controllo rigoroso della luce naturale e delle condizioni ambientali.

 

Ph. ©The Obama Foundation

 

Sulla parte alta della torre, la facciata è attraversata da una composizione di grandi lettere tridimensionali che riproducono un estratto del discorso pronunciato da Obama nel 2015 per il cinquantesimo anniversario delle marce per i diritti civili da Selma a Montgomery. Il testo, che si apre con le parole You Are America, richiama il ruolo dei cittadini nella costruzione della democrazia e la responsabilità collettiva di migliorare la società.

L’installazione, progettata in collaborazione con lo studio di grafica Pentagram, conta 458 lettere alte circa 1,35 metri, realizzate in calcestruzzo ad alte prestazioni (Uhpc). La tipografia, basata sul carattere Gotham associato alle campagne presidenziali di Obama, diventa così materia architettonica. Le lettere sono disposte in modo da formare una schermatura integrata nella facciata, capace di ridurre l’irraggiamento solare e, contemporaneamente, di costruire una relazione visiva con il paesaggio urbano.

 

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La scritta non si offre allo sguardo come un’iscrizione monumentale da leggere di seguito: le parole si ricompongono gradualmente, secondo la distanza e il punto di osservazione. Dall’interno della Sky Room, lo spazio pubblico panoramico all’ultimo piano, il testo diventa parte dell’esperienza del paesaggio, mentre le vedute sulla città si aprono attraverso le lettere.

 

Ph. ©The Obama Foundation

 

Tra gli altri elementi che formano il campus, una sede decentrata della Chicago Public Library, l’orto/giardino intitolato a Eleanor Roosevelt che si richiama a quello realizzato da Michelle Obama nel parco delle Casa Bianca, un prato di 5.400 mq con una collina per gli slittini in inverno, quasi 5 chilometri di percorsi nel verde e una collezione di 28 opere di arte pubblica.

Architetture e paesaggio confluiscono nella John Lewis Plaza, ideale punto di partenza per esplorare il campus e luogo per eventi all’aperto.

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