L’acciaio è il filo conduttore di una storia industriale che, nel corso di tre generazioni, ha ampliato progressivamente il proprio campo d’azione, passando dalla produzione di mobili metallici e scaffalature alla realizzazione di strutture architettoniche, arredi e moduli abitativi prefabbricati. È il percorso di Scaffsystem, azienda di Ostuni dalla quale nel 2012 si è sviluppato il marchio Officine Tamborrino, laboratorio creativo dedicato alle possibilità espressive e costruttive del metallo.

Oggi il brand opera attraverso due divisioni complementari. Officine Tamborrino Design progetta arredi e complementi per gli ambienti domestici, gli spazi di lavoro e i luoghi collettivi. Officine Tamborrino Architetture, avviata nel 2024, sviluppa invece microarchitetture modulari destinate principalmente all’ospitalità, attraverso sistemi prefabbricati che combinano strutture in acciaio, assemblaggio a secco e soluzioni per l’autonomia energetica e idrica. Le due attività condividono la stessa base produttiva e un metodo che mette in relazione competenze industriali e ricerca progettuale, con collaborazioni che spaziano dal product design all’architettura e all’interior design.

Le origini dell’azienda risalgono agli anni Cinquanta, quando Vincenzo Tamborrino, fabbro nato nel 1928, avviò a Ostuni l’Officina Meccanica Tamborrino. Nel 1957 realizzò un capannone di circa 1.000 mq, destinato alla produzione di arredamenti metallici per ufficio. L’attività si specializzò successivamente nelle scaffalature e nei sistemi di magazzinaggio, fino a evolversi nell’attuale Scaffsystem, impegnata nei settori della logistica e delle costruzioni in acciaio.

La capacità di trasformare il materiale attraverso impianti di taglio laser, presse meccaniche e linee di profilatura costituisce ancora oggi la base tecnologica dell’azienda. Accanto ai sistemi per lo stoccaggio industriale, Scaffsystem ha sviluppato soluzioni strutturali per edifici residenziali e commerciali, utilizzando anche elementi in acciaio formati a freddo. In questo ambito si colloca Mechano Advanced Steel Frame, il sistema costruttivo a secco sviluppato in partnership con Knauf Italia. La tecnologia sfrutta strutture leggere prefabbricate, assemblabili con tempi di cantiere ridotti e progettate per rispondere anche ai requisiti di sicurezza antisismica.

È su queste competenze che si fonda l’attività di Officine Tamborrino. La conoscenza dei processi industriali consente di sperimentare applicazioni diverse dello stesso materiale, dalla lamiera piegata e verniciata degli arredi ai profilati strutturali delle architetture modulari. Il rapporto con la ricerca architettonica riguarda anche la sede produttiva: per il 2027 è prevista l’inaugurazione del nuovo headquarter di Scaffsystem, progettato da Mario Cucinella Architects, nel quale è previsto l’impiego del sistema Mechano insieme a soluzioni per l’ottimizzazione dei consumi energetici.

Con Officine Tamborrino Design, l’azienda ha sviluppato una collezione di arredi che recupera la semplicità geometrica del design italiano degli anni Cinquanta e valorizza le caratteristiche della lamiera d’acciaio attraverso piegature, tagli, traforature e finiture colorate. La produzione comprende tavoli, sedute, contenitori, librerie e complementi. Accanto ai prodotti della collezione principale si collocano progetti sviluppati con designer e architetti, nei quali le possibilità tecniche del metallo vengono esplorate attraverso linguaggi differenti.

Tra le collaborazioni figura quella con Alessandro Guerriero, autore della O Design Collection del 2016, una famiglia di sei oggetti costruita attorno alla geometria del cerchio. Lo stesso principio caratterizza Dedalo, la libreria circolare progettata da Guerriero insieme a Licio Tamborrino, realizzata interamente in lamiera d’acciaio e disponibile in configurazione completa o semicircolare. Presentata a Edit Napoli 2024 in una versione gialla, è stata protagonista di un allestimento nella Sala Catasti dell’Archivio di Stato, dove i ripiani sono stati trasformati in un piccolo orto botanico.

Dalla collaborazione con MCA Design, unit di Mario Cucinella Architects, è nata invece la collezione Nuvola, caratterizzata da strutture leggere e superfici curve. Il rapporto progettuale si è esteso alla realizzazione degli arredi espositivi per Palazzo Citterio a Milano, aperto nel dicembre 2024. Tra questi, il tavolo lungo 12,5 metri collocato nella hall d’ingresso, che combina una base monolitica in acciaio con superfici in rovere e integra le funzioni di biglietteria, punto informazioni, bookshop ed esposizione. Un secondo sistema di tavoli è stato realizzato per la Sala degli Specchi, destinato alla presentazione di reperti archeologici.

Con la divisione Architetture, Officine Tamborrino ha esteso la ricerca sul materiale alla scala dell’edificio, sviluppando moduli prefabbricati per la microricettività. I sistemi utilizzano strutture portanti in acciaio e involucri assemblati a secco, con componenti prodotti industrialmente e montati sul luogo di destinazione. La prefabbricazione permette di ridurre le lavorazioni in cantiere e di prevedere configurazioni differenti attraverso l’aggregazione di più unità. I moduli possono inoltre essere dotati di sistemi off-grid con pannelli fotovoltaici, batterie di accumulo, collettori solari, serbatoi idrici e dispositivi per la gestione delle acque reflue, così da consentirne l’installazione anche in luoghi privi di allacciamenti alle reti tradizionali.

Tra i primi progetti della divisione figura Caseddha, modulo abitativo temporaneo ideato dallo studio Cubometrico per ospitare due persone. Comprende una zona giorno, uno spazio dedicato al benessere, un vano tecnico e un deck esterno in legno. La struttura in acciaio e l’involucro a secco consentono di aggregare più unità per ottenere configurazioni spaziali differenti.

Un’applicazione è stata realizzata a Deliceto, in provincia di Foggia, nell’ambito del progetto Mystica harmonia – Deliceto dalle stelle in una grotta, per aspera ad astra, promosso dal Comune e finanziato attraverso il PNRR per l’attrattività dei borghi storici. Su un’altura circondata da un bosco di querce sono stati collocati due moduli Caseddha reinterpretati dall’architetto Paolo Scoglio dello studio The Ne[s]t. Le unità, affacciate su una vallata collinare, sono dotate di impianti per l’autonomia energetica e idrica: i pannelli fotovoltaici e il sistema solare termico sono integrati nella copertura, mentre un vano posteriore contiene batterie, inverter, serbatoi e dotazioni tecniche. La soluzione ha consentito di limitare le opere di infrastrutturazione del terreno.

Paolo Scoglio è anche il progettista di HouseTree, sistema modulare per la microricettività sviluppato per Officine Tamborrino. Le unità condividono una sezione trasversale comune e possono variare in lunghezza attraverso l’aggregazione di blocchi funzionali comprendenti soggiorno, camera, bagno, patio e vano impiantistico. La struttura utilizza profilati in acciaio formati a freddo, assemblati a secco. L’elemento caratterizzante è l’integrazione dell’albero nella composizione architettonica: il patio può accogliere la vegetazione esistente, che contribuisce all’ombreggiamento e al controllo degli apporti solari.

HouseTree è stato utilizzato anche a Quercia Retreat, struttura ricettiva inaugurata nell’estate 2026 a Maglie, nel Salento (nell’immagine in apertura). Il progetto comprende sei unità abitative, cinque Tree Deluxe e una Tree Suite, distribuite su circa quattro ettari di terreno caratterizzato dalla presenza di pini, querce e macchia mediterranea. Le microarchitetture progettate da Paolo Scoglio sono installate su viti in acciaio rimovibili, in alternativa alle fondazioni tradizionali, per limitare l’impatto sul suolo. I volumi dalle superfici neutre, le ampie aperture e la disposizione degli alloggi valorizzano la relazione con la vegetazione esistente e la luce naturale.

Dallo stesso sistema è nato Nomadaria, progetto con cui Elena Salmistraro ha reinterpretato HouseTree attraverso riferimenti alle architetture vernacolari e all’artigianato mediterraneo. Presentata a Edit Napoli 2025 nel parco di Villa Floridiana, la microarchitettura è caratterizzata da una sequenza di archi in legno sovrapposti alla geometria lineare del volume. Negli interni, forme arrotondate, superfici materiche e una palette di azzurro, rosa, bianco e bordeaux richiamano le ceramiche e i paesaggi della costa campana, attraverso le cromie e le finiture Kerakoll. Dal luglio 2026 Nomadaria è installata ai Laghi Nabi, oasi naturalistica in provincia di Caserta. Il modulo si sviluppa attorno a un albero, con camera e bagno affacciati sullo spazio aperto centrale e un patio rivolto verso il lago.

Il tema dell’abitare minimo è anche al centro della collaborazione con Antrax IT per The Hot Spot, concorso internazionale promosso in occasione del trentesimo anniversario dell’azienda. L’iniziativa riguarda la progettazione di una tiny house di 22 mq destinata all’ospitalità in un ambiente naturale, con particolare attenzione all’organizzazione degli spazi, ai materiali e al rapporto con il paesaggio. Officine Tamborrino partecipa come main partner mettendo a disposizione le tecnologie di prefabbricazione della divisione Architetture. La realizzazione del progetto selezionato è prevista per il 2027.

Infine, Officine Tamborrino sostiene dal 2020 SOUxOstuni, scuola di architettura per bambini collegata all’esperienza di Farm Cultural Park di Favara. Rivolta ai bambini dai sette ai dodici anni, organizza laboratori extrascolastici dedicati all’architettura, all’urbanistica, all’ambiente, all’arte e al design, coinvolgendo professionisti di discipline differenti.