I diritti delle persone cominciano dalla casa, ha affermato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi l’1 ottobre presentando alla stampa e ai comitati degli abitanti il cantiere di uno degli interventi di edilizia residenziale pubblica sociale più estesi d’Europa. Progettati da Settanta7, lo studio guidato da Daniele Rangone e Elena Rionda, i primi tre edifici saranno completati entro dicembre e – con un totale di 97 appartamenti – daranno alloggio a circa 300 delle oltre 4.000 persone che abitavano le Vele prima della loro progressiva demolizione.

A memoria dei falansteri progettati da Franz Di Salvo (ai calcoli strutturali collaborò anche l’ingegnere Riccardo Morandi) oggi sopravvive solo la Vela Celeste (quella dove il crollo di un ballatoio due anni fa provocò la morte di tre persone e il ferimento di altre dodici). Attualmente oggetto di restauro e conservazione, diventerà il landmark del sito e ospiterà uffici comunali, fornendo quei servizi pubblici e di sicurezza la cui assenza contribuì in passato a trasformare il termine stesso di ‘Vele’ in sinonimo di degrado urbano sociale.

Avviato anni fa, oggi Restart Scampia è uno dei più grandi programmi di rigenerazione di edilizia residenziale pubblica d’Italia. Con un piano di finanziamenti di circa 159 milioni di euro, verranno realizzati complessivamente 509 nuovi alloggi accompagnati da servizi locali, aree pubbliche e una nuova viabilità di quartiere, trasformando radicalmente il volto di uno dei quartieri della città metropolitana di Napoli.
Il progetto, la cui cantierizzazione è iniziata due anni fa e che insiste su un’area di circa 200.000 metri quadrati, vede il Comune di Napoli nel duplice ruolo di proprietario degli alloggi e beneficiario dei finanziamenti, provenienti da fondi Pnrr, Pon Metro e Periferie.
Le facciate ventilate che caratterizzano ogni edificio — declinate in colori differenti, dall’antracite al bianco al rosso scuro — sono sia una scelta identitaria che rende ogni edificio riconoscibile rispetto alle vecchie Vele, tutte identiche tra loro, sia garanzia di elevate prestazioni energetiche.

Gli alloggi si distinguono per un livello qualitativo che va oltre lo standard consueto dell’edilizia sociale: doppia esposizione, ampie porte finestre, terrazzi generosi – in alcuni casi fino a 4×4 metri – garantiscono spazi luminosi e realmente vivibili. Le cinque tipologie disponibili, da 50 a 140 metri quadrati, rispondono a un’ampia varietà di esigenze abitative e nuclei familiarim

Tutti i piani terra sono destinati a unità commerciali e attività comunitarie, che agiranno anche da presidio sociale, in netta discontinuità con la chiusura e l’isolamento che avevano caratterizzato le vecchie Vele.
Oltre a Settanta7, la progettazione architettonica coinvolge Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni, mentre la progettazione del verde è stata affidata allo studio di architettura del paesaggio Proap di João Nunes.
La realizzazione del nuovo eco-quartiere è di Piloda Building/ Operazione Srl.