Secondo una ricerca di TEHA, sono 320 milioni di metri quadrati le aree da rigenerare in Italia.
Depositi e stabilimenti industriali abbandonati, caserme in disuso, edifici che hanno perso la propria funzione originale, ex-ospedali e complessi religiosi diventati nel tempo di proprietà pubblica. Luoghi che rimangono chiusi alla città e che talvolta sono causa di degrado dei quartieri nei quali sorgono.
In attesa di progetti per nuove destinazioni d’uso, e nei tempi lunghi (spesso lunghissimi) delle trasformazioni di valorizzazione, Urban Value by Ninetynine ha sviluppato una strategia per il riuso temporaneo avviata nel 2011 con la temporanea riapertura del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, che all’epoca giaceva inutilizzato da quarant’anni.
Da allora, con veloci interventi di ripristino temporaneo, la società guidata da Simone Mazzarelli ha attivato il riuso di oltre 300.000 mq di spazi.
Le esperienze – dal Palazzo degli Esami a Roma (2016) all’ex caserma militare in via Guido Reni a Roma (2016), da Palazzo Fondi a Napoli (2018)alle rimesse e depositi dell’Atac nei quartieri Prati e San Paolo, agli spazi di Napoli (ex ospedale militare) e nel 2025 a Bologna (ex caserma Boldrini a Bologna – sono raccolte in un volume curato da Ppan che è stato presentato ieri a Milano in Torre PwC, sede di PwC Italia, partner delle iniziative di Urban Value con il progetto PwC per la cultura insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Agenzia del Demanio e Fondazione Lottomatica.

In dieci anni di attività le iniziative di rigenerazione temporanea di Urban Value hanno ospitato più di 900 attività (selezionate tra oltre 7.000 richieste presentate), coinvolto più di 3 milioni di visitatori e prodotto 70 milioni di euro di indotto nelle città coinvolte. Tra l’altro, gli spazi hanno ospitato 79 set cinematografici e televisivi, 78 sfilate di moda, 48 mercatini dedicati all’artigianato, 32 fiere, 23 eventi di intrattenimento estivo, 135 eventi corporate e 52 attività no profit.

Significativo ad esempio l’intervento dello storico Palazzo Fondi, a Napoli, di proprietà dell’Agenzia del Demanio. In precedenza utilizzato come sede di uffici pubblici e destinato in futuro a diventare la nuova sede dell’Agcom: con interventi leggeri e non invasivi e un investimento di 500.000 euro Urban Value ha reso fruibili più di 3.000 metri quadrati del palazzo che è diventato un riferimento internazionale per la produzione culturale indipendente, generando un indotto di oltre 5 milioni di euro. Oltre ad accogliere grandi mostre e essere utilizzato come set cinematografico (per, tra gli altri, L’amica geniale e È stata la mano di Dio), Palazzo Fondi oggi è un incubatore di start-up , polo formativo e centro per il coworking.

Se per i privati la rigenerazione urbana temporanea è diventata un’occasione di placemaking ovvero di valorizzazione e di consenso verso asset oggetto di programmi complessi, negli ultimi anni la consapevolezza delle opportunità offerte dalla rigenerazione urbana temporanea si è diffusa anche tra player pubblici che hanno avviato programmi dedicati consolidando l’idea della rigenerazione come volàno per il rilancio economico, per il riscatto sociale, per la riconquista della legalità e la riappropriazione del territorio dove lavoro, educazione e cultura sono i temi che gli operatori individuano come decisivi per un reale cambiamento delle comunità.
Ormai numerose anche le città che si sono avviate lungo un percorso di programmazione di lungo periodo, anche in linea con l’Agenda europea, come ad esempio Brescia, Verona, Piacenza, Prato, Reggio Calabria, Palermo e Catania.