Scultura e tecnica: il marmo secondo Raffaello Galiotto

Alla Sala delle Grasce al museo dei bozzetti di Pietrasanta, fino al 19 aprile 2026, Raffaello Galiotto presenta Futura. Sculture in marmo, mostra a cura di Alfonso Cariolato che riunisce nove opere recenti.

 

L’ingresso della mostra Futura. Sculture in marmo di Raffaello Galiotto alla Sala delle Grasce di Pietrasanta, fino al 19 aprile 2026.

 

Il progetto si inserisce nel contesto della città toscana, storicamente legata alla lavorazione artistica del marmo, e affronta il tema della scultura lapidea a partire da una tensione tra tradizione e innovazione tecnologica. Le opere sono infatti realizzate attraverso l’impiego avanzato di macchine a controllo numerico, integrate in un processo progettuale che include disegno, algoritmi e codici.

 

La mostra a cura di Alfonso Cariolato riunisce nove opere recenti di Raffaello Galiotto.

 

La ricerca di Galiotto si concentra su forme biomorfiche che si collocano tra il mondo vegetale e quello animale, esito di processi generativi più che di modelli figurativi. Le superfici lavorate e le venature dei marmi policromi contribuiscono a costruire un’immagine instabile, in cui la materia appare attraversata da tensioni e dinamiche interne, come se la forma fosse una fase temporanea di un processo in evoluzione.

 

Le scultore di Galiotto coniugano un innovativo utilizzo delle macchine per la lavorazione del marmo con una fine sensibilità artistica.

 

In questo senso, la scultura viene ridefinita come esito di un sistema regolato da leggi fisico-matematiche, più che come traduzione di un’idea formale predefinita. Il dispositivo tecnologico non sostituisce il gesto artistico, ma ne estende le possibilità, portando la lavorazione del marmo verso esiti di precisione e complessità difficilmente raggiungibili con tecniche tradizionali.

 

In mostra, nove opere dalle forme biomorfiche.

 

La mostra mette così in evidenza un approccio che interpreta il marmo non come materiale statico, ma come campo di trasformazione, dove memoria artigianale e strumenti digitali concorrono alla definizione di nuovi linguaggi scultorei.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top