Spazi pubblici e varietà tipologica in un progetto di edilizia sociale in Belgio

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Studio Farris Architects ha completato 22 residenze sociali a Dessel, cittadina di 9.000 abitanti 60 chilometri a est di Anversa in Belgio.
Il complesso abitativo punta tutto sulla condivisione, sull’abitare collettivo e sulla valorizzazione identitaria delle unità residenziali, così da offrire un’alternativa alle soluzioni più standardizzate tipiche dell’edilizia sociale.

 

Il complesso di Dessel si compone di le 22 residenze su due piani fuori terra, ph. ©Koen Van Damme.

 

Per rispondere alla crescente carenza di alloggi a prezzi accessibili De Ark, società con una esperienza di 100 anni nella realizzazione di progetti di edilizia sociale, ha previsto la realizzazione di un complesso di 22 edifici residenziali a Dessel.
Studio Farris Architects aveva vinto il concorso di progettazione nel giugno 2012. Il cantiere, avviato a febbraio 2018, si è concluso nell’agosto 2022 con le ultime sistemazioni del verde. Tutte le abitazioni sono state assegnate. Si tratta di 6 case da 119 metri quadrati, 8 appartamenti da 92 metri quadrati e 8 appartamenti da 78,5 metri quadrati.

 

Quello firmato da Studio Farris Architects rappresenta un intervento comunitario sostenibile e diversificato, che privilegia gli spazi esterni comuni, ph. ©Koen Van Damme.

 

Nel progetto dello studio con base a Anversa diretto dall’architetto Giuseppe Farris, gli edifici sono arretrati rispetto alla strada in modo da permettere la realizzazione di un ampio giardino pubblico a servizio dell’intero quartiere dove si possa sviluppare la vita sociale degli abitanti. Nello stesso tempo, ogni alloggio dispone di un piccolo giardino privato sul fronte opposto rispetto alla strada.

 

Le residenze sono arretrate rispetto alla strada in modo da permettere la realizzazione di un ampio giardino pubblico a servizio dell’intero quartiere, ph. ©Martino Pietropoli.

 

Le unità abitative sono tutte organizzate secondo un unico modello distributivo, che prevede il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina e un piccolo bagno di servizio al piano terra; al piano superiore le camere da letto. Ma le configurazioni dei vari ambienti sono variabili, così come le scelte formali che definiscono le facciate, per cui ogni edificio appare come una unità indipendente, seppur facente parte di un complesso.

 

Le case su due piani fuori terra, compatte e dal tetto piano, sono realizzate con mattoni faccia a vista, ph. ©Koen Van Damme.

 

Le 22 abitazioni sono ospitate all’interno di 7 corpi di fabbrica che si dispongono l’uno a fianco dell’altro, nella parte interna del lotto. Tra la strada e le abitazioni si dispone un’area verde concepita come un parco a uso della collettività.
Ciascun corpo di fabbrica si pone ortogonalmente rispetto alla strada ed è definito dall’accostamento di due volumi, l’uno slittato rispetto all’altro, caratterizzati da una larghezza fissa e da una lunghezza variabile. Anche la loro altezza differisce, seppur leggermente.
Nell’insieme, l’insediamento assume una configurazione a schema libero, nella quale gli edifici si protendono e arretrano variabilmente dando luogo a un gioco sempre mutevole.

 

Sono stati utilizzati diversi impasti e colori che compongono leggere variazioni tra un edificio e l’altro, ph. ©Martino Pietropoli.

 

Le case su due piani fuori terra, compatte e dal tetto piano, sono realizzate con mattoni faccia a vista, una soluzione tipica e ancora ampiamente usata in ambito locale che Studio Farris ha composto ricorrendo a diversi impasti e colori così da dare luogo a leggere variazioni tra un edificio e l’altro.
Sulle facciate le aperture generose seguono anch’esse un gioco compositivo libero.

 

Il progetto si pone come alternativa alle soluzioni più standardizzate tipiche dell’edilizia sociale, ph. ©Koen Van Damme.

 

La pioggia che cade sui tetti delle case e delle tettoie che coprono i posti macchina viene recuperata per essere utilizzata nelle abitazioni per i servizi igienici, per innaffiare il giardino e per gli elettrodomestici. In questo modo i residenti possono riutilizzare la maggior parte dell’acqua, mentre il resto viene convogliato nel terreno. Non è più necessario un sistema fognario e il livello naturale della falda freatica viene reintegrato.

Lo schema geometrico che regola la planimetria degli edifici organizza anche le aree verdi, incluso il parco, la cui forma scalettata sembra riflettere il disegno della parte costruita. All’interno del parco, in contrasto con il suo perimetro, è definito un sistema di percorsi pedonali e aree aperte che accolgono diverse funzioni, dalla zona giochi per i bambini alle panchine per la sosta.

 

I materiali utilizzati sono mattoni, legno, alluminio, acciaio, ph. ©Koen Van Damme.

 

Ci sono poi delle aree definite come wadi, ovvero zone umide in cui l’acqua piovana proveniente dalla piazza viene convogliata in un drenaggio che lascia che l’acqua si infiltri lentamente nel terreno.

Studio Farris Architects

Giuseppe Farris - portrait

Lo studio di architettura con sede ad Anversa, in Belgio, è stato fondato nel 2008 dall’architetto italiano Giuseppe Farris, nato a Cagliari e laureatosi allo IUAV. La missione dello studio è quella di scoprire il potenziale intrinseco in ogni progetto, mettendo in discussione l’ovvio, esplorando l’ambiente circostante e il patrimonio culturale. Il progetto per la ristrutturazione dell’atrio del Parlamento fiammingo a Bruxelles, completato nel 2010, ha permesso allo studio di ottenere un successo internazionale. Studio Farris Architects ha di recente realizzato i nuovi headquarter di Buysse & Partners all’interno del celebre BP Building di Anversa, opera di Leon Stynen del 1963. In questo periodo, tra gli altri progetti, lo studio diretto da Giuseppe Farris sta completando un progetto di recupero di un intero isolato nel centro di Zottegem e sta finalizzando un ampio programma residenziale e pubblico a Anderlecht.

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