Il Politecnico di Milano ripropone per il Fuorisalone 2026 l’esposizione, nel cuore del campus Leonardo, di dieci padiglioni progettati e autocostruiti dagli studenti magistrali di architettura. È una tradizione recente ma già radicata: da anni l’università coinvolge gli studenti nella Milano Design Week e dal 2023 ha aperto gli spazi interni a installazioni nate direttamente dal loro lavoro..
Il tema scelto, Abitare nell’era digitale – Living in the Digital Age, invita a interrogarsi su come il digitale abbia trasformato relazioni, gesti quotidiani e organizzazione dello spazio domestico e urbano.
Le strutture, tutte entro i tre metri per lato, sono state realizzate autonomamente utilizzando pannelli e profili di legno di dimensioni prestabilite. I progetti interpretano il tema in modi diversi, attraverso forme e dispositivi spaziali eterogenei, rivelando la solidità della nuova generazione di progettisti.
Tra i dieci padiglioni selezionati, ne presentiamo quattro.
Parallax
Di Michele Beltrami, Riccardo Cozzi, Maxence Werp
Una serie di pannelli verticali verniciati di nero si colloca su una base rotonda dello stesso colore. Dall’alto Parallax ricorda un vortice di linee spezzate, in elevazione alterna porzioni opache e sezioni totalmente permeabili.
Il visitatore all’interno della struttura può apparire nella sua interezza, solo parzialmente o totalmente mascherato, richiamando l’idea del feed social, dove la vista è ridotta a un frame verticale che scompare in poco tempo.
Il percorso si sviluppa in momenti diversi: il passaggio veloce, la contemplazione dalle basse sedute dentro e fuori al padiglione, dove i pannelli oscurano la vista dell’orizzonte.
L’ultimo momento spinge lo sguardo verso l’alto, al cielo, con un richiamo alla vita tangibile oltre lo schermo.
Realtà stratificate
Di Natalia Abaroa Del Toro, Alessandro Belloni, Giulia Brustolon
Il momento del pasto è sempre stato più di un semplice gesto di sopravvivenza: è l’ora dell’incontro, il ritrovo dopo ore di lavoro e impegni.
Con l’era digitale, la comunicazione intorno al tavolo si sta perdendo gradualmente. I commensali non si scambiano idee ma sono assorti ognuno nel proprio smartphone.
Il padiglione propone una riflessione critica a questo nuovo modo di vivere l’ora del pasto. Un tavolo centrale è circondato da otto postazioni, otto commensali, ciascuno separato dalla struttura lignea. Di fronte ad essi, il vuoto della struttura, un leggero lembo di stoffa o un rigido pannello di legno.
Queste le tre possibilità: apertura verso gli altri e possibilità di vedersi; forme sfocate e connessione presente ma labile; completa separazione nel proprio mondo.
Il padiglione non intende criticare un comportamento, ma mettere il visitatore di fronte alla realtà e indurre a riflettere.
Soglie Online-Offline
Di Martina Bassetti e Lorenzo Bassi
Una struttura reticolare in listelli interpreta il rapporto tra online e offline. Il perimetro poroso, riconoscibile ma permeabile, filtra luce, sguardi e relazioni e contiene uno spazio interno popolato da arredi aggregabili.
Il visitatore è invitato a sedersi e rallentare, in una dimensione fisica che vuole richiamare l’esperienza lontano dagli schermi.
Scatole in Osb si innestano sul reticolo e si configurano in nicchie accessibili solo individualmente: qui trova spazio il mondo del digitale, a cui serve un ambiente raccolto e protetto, dove lavorare e vivere la dimensione online in modo consapevole.
Matrix: cos’è reale?
Di Filippo Ferrari e Valentina Venturino
Una struttura dinamica esprime il percorso dal mondo reale a quello digitale. Un blocco creato da listelli che si inspessiscono man mano che si penetra nella struttura nasconde un vuoto centrale. L’accesso non è passivo ma richiede uno sforzo, metafora del passaggio non immediato dalla leggerezza vibrante del digitale alla realtà concreta. Al centro, un momento di stop dal mondo della tecnologia: lo spesso muro di listelli blocca la vista verso l’esterno. Ora vengono richiamati i sensi più umani, dall’udito con il continuo rumore dei listelli che si muovono, all’olfatto con il profumo riconoscibile del legno. Il padiglione si realizza come una macchina sensoriale che vuole ricordare come sotto a il layer digitale esiste ancora un mondo concreto di sostanza materiale.