Una nuova Orestea di Emilio Isgrò inaugura il festival delle Orestiadi a Gibellina

Il Festival delle Orestiadi celebra la sua 45esima edizione con Atti di resistenza contemporanea, direzione artistica di Alfio Scuderi, per riaffermare il valore del dialogo tra arte, teatro e territorio.
Nato da un’intuizione di Ludovico Corrao, il Festival è uno spazio di sperimentazione, confronto e ricerca capace di mettere in relazione artisti, pubblico e territorio in un processo creativo che si rinnova anno dopo anno.

Dal 26 giugno al 2 agosto il Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterranee e il Cretto di Burri diventano il palcoscenico di spettacoli, installazioni, musica, performance, produzioni site specific e percorsi espositivi che raccontano una delle esperienze culturali più originali del panorama italiano.

 

L’edizione speciale non poteva non partire da L’Orestea di Gibellina di Emilio Isgrò in una nuova riscrittura installativa realizzata per il Cretto di Burri.
Venerdì 26 e sabato 27 giugno l’opera che nel 1983 diede il nome al Festival torna a Gibellina grazie a un progetto speciale curato direttamente dal Maestro, con la collaborazione scenica di Claudio Lucchesi – Urban Future Organization e la direzione tecnica di Tommaso Balsamo.

 

Emilio Isgrò

 

Dal tramonto fino al buio, dal Cretto di Burri riemergeranno i suoni della città vecchia, le voci dei cori elaborati da Angelo Sicurella e i personaggi dell’Orestea evocati come fantasmi (Clitennestra di Donatella Finocchiaro, Agamennone di Vincenzo Pirrotta, Cassandra di Aurora Falcone, l’Oracolo di Sandra Toffolati, Oreste di Fabrizio Falco, Elettra di Federica D’Angelo).
Le musiche e la voce di Giovanni Caccamo, su un testo di Isgrò, accompagneranno il pubblico fino all’apparizione delle cancellature di Isgrò sul Cretto: L’Orestea di Gibellina sarà cancellata e con lei il Cretto stesso che scomparirà nel buio della sera. Sarà Emilio Isgrò, da solo, a chiudere l’installazione teatrale, con un omaggio toccante e personale a Ludovico Corrao.

 

Particolare delle ‘cancellature’ di Isgrò sul Cretto (ph. courtesy Claudio Lucchesi).

Quest’anno il Festival rende inoltre omaggio, nel centenario della loro nascita, a Dario Fo (con Francesco lu Santo Jullare, venerdì 3 luglio al Baglio di Stefano, e il giorno dopo con una produzione inedita su monologhi di Fo e Franca Rame) e Arnaldo Pomodoro (sabato 18 luglio), rinnovando il dialogo con due protagonisti che hanno intrecciato profondamente il proprio percorso artistico con quello della città e delle Orestiadi.
Dario Fo portò infatti il suo Mistero Buffo tra le baracche dei terremotati, mentre Arnaldo Pomodoro firmò negli anni Ottanta le scene dell’Orestea rielaborata da Emilio Isgrò, contribuendo a definire una delle immagini più iconiche della storia del Festival.

Un particolare gesto di riconoscimento è dedicato a Roberto Andò, legato a Gibellina fin dagli anni Novanta, attraverso un articolato Autoritratto a cura di Vincenzo Trione. Il momento centrale del percorso sarà sabato 11 luglio con la presentazione di Qui la vita non è altrove, un’installazione con la voce di Toni Servillo, ideata da Roberto Andò insieme a Mimmo Paladino per Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. L’omaggio si concluderà con la lettura di Diario senza date, interpretata da Moni Ovadia con Marco Betta e Gianni Gebbia, mentre il Museo delle Trame Mediterranee ospiterà un progetto site specific in dialogo con le opere di Andò, che ripercorre la storia di Gibellina, delle Orestiadi e dei molti artisti che ne hanno costruito l’identità culturale, attraverso testi originali scritti per l’occasione da Eduardo Cicelyn.

 

Roberto Andò, ph. ©Lia Pasqualino

 

Tra i ritorni più attesi dell’edizione 2026 figurano Antonio Rezza, che venerdì 24 luglio presenterà il nuovo spettacolo Metadietro, e Marco Paolini, protagonista sabato 25 luglio con Antenati.

Il Festival si concluderà, come da tradizione, al tramonto nel Cretto di Burri: venerdì 31 luglio con Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura; sabato 1 agosto con Marco Baliani, che presenterà Kohlhaas; e domenica 2 agosto con un concerto di Antonio Dimartino.

 

Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura (ph. ©Roberto Cifarelli).

 

Con Atti di resistenza contemporanea, il Festival delle Orestiadi conferma il proprio ruolo centrale all’interno del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, riaffermando una visione culturale che da oltre quarant’anni continua a fare di Gibellina uno dei luoghi in cui il dialogo tra teatro, arti visive e spazio pubblico trova una delle sue espressioni più originali e riconosciute a livello internazionale.

 

Isabella Ragonese al Cretto di Burri nella scorsa edizione dell’Orestea

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