Temperature superiori a 40° C e notti tropicali dimostrano che la protezione dal calore è diventata una delle sfide più urgenti dello sviluppo urbano. Asfalto, suoli impermeabilizzati, superfici prive di evaporazione e decenni di pianificazione orientata prevalentemente all’automobile amplificano gli effetti del cambiamento climatico, trasformando il caldo in una crescente minaccia per la salute, la qualità della vita e l’economia.
«Il caldo non è più un problema meteorologico – dice il fondatore e Ceo di Land Andreas Kipar. È diventato una questione di pianificazione. Non possiamo ignorare la crisi climatica, ma possiamo imparare a conviverci, se riconosciamo nella natura la nostra alleata più importante».
Da oltre 35 anni Land sviluppa strategie Nature-Positive per città e territori che devono adattarsi all’innalzamento delle temperature medie, in Europa più evidente che nel resto del mondo: la natura non viene semplicemente preservata, ma rafforzata attivamente per generare benefici concreti in termini di resilienza climatica, biodiversità e qualità della vita.
Un approccio che integra suoli de-impermeabilizzati, alberature urbane performanti, modelli di città spugna, corridoi di ventilazione e reti ecologiche in un sistema urbano resiliente capace di migliorare contemporaneamente adattamento climatico, biodiversità e benessere delle persone.
«Non piantiamo semplicemente alberi – prosegue Kipar. Progettiamo ecosistemi funzionanti che rendono le città più resilienti».
Dal punto di vista economico, le infrastrutture verdi sono vantaggiose. Da una parte generano servizi ecosistemici misurabili: raffrescano la città, trattengono l’acqua piovana, migliorano la qualità dell’aria, favoriscono la biodiversità e aumentano il benessere. Dall’altra riducono i costi sanitari, limitano i rischi economici legati agli eventi climatici estremi e creano valore duraturo per città e imprese.