Museo di Belle Arti di Bilbao, Foster + Partners completa l’ampliamento

+2
View Gallery

Dopo l’intervento di ampliamento e riqualificazione progettato da Foster + Partners in collaborazione con il local architect Luis María Uriarte, il 5 ottobre ha riaperto il Museo di Belle Arti di Bilbao.
Al centro del progetto è Agravitas (senza gravità), una nuova struttura lunga 55 metri che attraversa il complesso esistente come un grande ponte sospeso, lasciando sostanzialmente intatti gli edifici storici, sottoposti a interventi di restauro e adeguamento.

 

Un bozzetto di Norman Foster, ©The Norman Foster Foundation

 

Il museo riunisce edifici realizzati in epoche diverse: la sede originaria del 1945, l’ampliamento degli anni Settanta e un ulteriore intervento dei primi anni Duemila. Il progetto interviene soprattutto sui loro collegamenti, aumentando la permeabilità del complesso a livello urbano e rivalutando l’ingresso principale degli anni Quaranta, affacciato sulla piazza.

 

Ph. ©Nigel Young / Foster + Partners

 

La riorganizzazione dei percorsi ha inoltre trasformato Plaza Arriaga in uno spazio unitario e riconoscibile, concepito come nuovo fulcro pubblico del museo. Al centro si trova la fontana di Francisco Durrio, mentre il nuovo atrio illuminato dalla luce naturale accoglie opere di Richard Serra, Pablo Palazuelo ed Eduardo Chillida.

 

La piazza coperta è incentrata sulla fontana dello scultore Francisco Durrio, dedicata al musicista locale Juan Crisóstomo de Arriaga (ph. ©Nigel Young / Foster + Partners).

 

Agravitas amplia del 60 per cento la superficie del museo e aggiunge 2.300 metri quadrati di spazi espositivi flessibili distribuiti su due livelli, oltre ad ambienti per attività didattiche, laboratori e uffici.

 

Un oculus circolare collega visivamente gli spazi della galleria con la nuova piazza coperta (ph. ©Nigel Young / Foster + Partners).

 

La struttura in acciaio, che richiama la tradizione industriale di Bilbao, sviluppata in collaborazione con l’ingegnere spagnolo Julio Martinez Calzón, è concepita come un ponte di 55 metri sostenuto da due serie di colonne a V color bronzo. La nuova costruzione si protende sopra gli edifici esistenti e rafforza al tempo stesso il rapporto con il vicino parco Doña Casilda de Iturrizar.

Il sistema costruttivo ha inoltre permesso di ricavare ulteriori superfici per uffici e spazi espositivi, oltre a nuove terrazze destinate alle sculture e affacciate sulla città, su Plaza Euskadi e sul parco.

 

Assonometria generale (©Foster + Partners)

 

Al livello superiore, Agravitas ospita una galleria di 1.300 metri quadrati del tutto priva di colonne. La luce naturale entra attraverso un sistema di lucernari regolabili, che può essere adattato alle esigenze delle diverse esposizioni, dalla piena illuminazione naturale al completo oscuramento. Le terrazze in copertura del nuovo volume, allineate alla maglia urbana, ampliano ulteriormente il rapporto visivo tra il museo e la città.

 

Nella nuova galleria di 1.300 mq completamente priva di colonne la luce che filtra dall’alto può essere modulata attraverso un sistema di lucernari e schermature automatizzate (ph. ©Nigel Young / Foster + Partners).

 

La nuova estensione è dotata di una facciata auto-ombreggiante e di una copertura con oltre 500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, la cui produzione dovrebbe essere in grado di coprire il 50 per cento del fabbisogno termico del museo.

L’intervento è stato sviluppato secondo un approccio integrato che riunisce architettura, ingegneria strutturale, progettazione ambientale e urbanistica. Foster + Partners ha lavorato con gli ingegneri strutturali MC2, gli ingegneri ambientali Valladares Ingenieria e i consulenti per le facciate Enar.

I lavori sono stati realizzati dalla Ati composta dalle imprese basche Urbelan, Altuna y Uria, Campezo e Teusa, con Martifer per le facciate.

Il risultato è un museo nel quale edifici appartenenti a epoche differenti vengono ricondotti a un sistema spaziale unitario: la nuova architettura non sostituisce il complesso esistente, ma ne riorganizza i rapporti, aprendo il museo verso la città e costruendo, attraverso Agravitas, un nuovo livello di connessione tra il patrimonio architettonico di Bilbao e le esigenze contemporanee dell’istituzione museale.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top