A Roma connessioni urbane tra arte, architettura e spazio pubblico

Promosso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc) di Roma e da Techbau, il concorso Connessioni Urbane ha coinvolto giovani artisti chiamati a confrontarsi con un luogo simbolico della trasformazione urbana romana: un muro lungo 145 metri e alto 10 metri, situato tra il futuro edificio polifunzionale ‘Crocifisso’ e la più antica stazione ferroviaria di Roma, quella di San Pietro: da elemento di separazione, la parete diventerà una superficie narrativa, con un’opera permanente che sarà parte integrante del paesaggio urbano e della vita quotidiana del quartiere.

Il vincitore e i dieci progetti finalisti, selezionati dalla giuria tra i 41 che avevano risposto al bando, saranno presentati mercoledì 28 gennaio alle 17:30 presso la Gnamc.

A lungo irrisolta, l’area della stazione ferroviaria di Roma San Pietro, attraversata ogni anno da milioni di passeggeri sta oggi lasciando posto a un progetto di rigenerazione urbana con il nuovo edificio polifunzionale di via del Crocifisso, progettato da Mario Cucinella Architects e realizzato da Techbau, che ospiterà uno studentato, spazi commerciali, aree verdi e ambienti destinati a eventi pubblici. Un progetto reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Roma, che ha condiviso fin dall’inizio una visione orientata alla qualità urbana e al futuro della città.

Secondo Andrea Marchiori, amministratore delegato di Techbau, «Campus San Pietro interpreta in modo concreto il nostro approccio alla rigenerazione urbana, intesa come integrazione tra architettura, spazio pubblico e sostenibilità. In questo quadro si inserisce il concorso Connessioni Urbane, che introduce l’arte contemporanea come parte strutturale del progetto».

L’operazione di via Crocifisso, afferma l’assessore all’urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, dimostra «come pubblico e privato possano lavorare insieme, nell’ottica di una rigenerazione comune e condivisa. Anche così si fa rigenerazione urbana»: riportando in vita dopo vent’anni un’opera incompiuta e sanando una ferita urbanistica nel cuore della città. «Un’iniziativa –prosegue – in cui l’Amministrazione e il soggetto proprietario hanno lavorato per migliorare il progetto originario e rendere gli spazi pubblici più fruibili e collettivi, anche grazie al contributo della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che, attraverso l’installazione di opere artistiche, contribuirà ad arricchire ulteriormente il pregiato contesto urbano in cui si inserisce il programma urbanistico».

I progetti finalisti di Connessioni Urbane rimarranno esposti alla Gnamc in una mostra aperta al pubblico fino all’8 febbraio.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top