I vincitori del Global Award for Sustainable Architecture 2024

Fondato nel 2006 da Jana Revedin, ogni anno il Global Award for Sustainable Architecture premia il lavoro di architetti il cui approccio tiene conto dell’impatto dell’uomo sull’ambiente. Fino a oggi sono stati premiati 85 progettisti da tutto il mondo, cinque dei quali – a riprova del ruolo pionieristico avviato dal Premio – in seguito hanno vinto il Pritzker Prize.

Il tema dell’edizione 2024, estesa per la prima volta anche all’Italia, era ‘Architecture is Education’, per andare alla ricerca di approcci pedagogici innovativi, in grado di pensare e praticare l’architettura in modo diverso, promuovendo tra le nuove generazioni una comprensione etica e responsabile della professione.

Premiati il 19 aprile nel corso di una cerimonia e di una conferenza sul tema, che si sono svolte presso l’Università Iuav di Venezia, i vincitori dell’edizione 2024 sono:

Iyas Shahin e Wesam Al Asali, fondatori di Iw Lab (Siria)

Struttura sperimentale in canneto realizzata con degli artigiani locali a Damasco. ©IWLab

 

Andrés Jaque (Office for Political Innovation), architetto e decano della Columbia University School of Architecture

Il manifesto della Rolling House per la Rolling Society. I render che mostrano la costruzione di alcune Rolling Houses Towers nelle aree urbane. Questo documento è parte integrante del concetto teorico e dell’attivismo politico di Andrés Jaque (©Andrés Jaque).

 

Marina Tabassum, dal Bangladesh

Marina Tabassum. La struttura modulare Khudi Bari, sviluppata negli anni del lockdown come possibile rifugio per popolazioni emarginate e senzatetto che vivono sulle sabbie del letto del fiume Meghna. La struttura, su due livelli, è realizzata in bamboo e nodi di acciaio per il rapido montaggio e per facilitarne lo spostamento in luoghi più sicuri in caso di alluvioni. Khudi Bari è stato implementato da Face (Foundation for Architecture and Community Equity) in diverse località del Bangladesh. Il Sistema strutturale inoltre è stato impiegato in scala maggiore per costruire centri comunitari in alcuni campi di rifugiati Rohingya (ph. ©Asif Salman).

 

Ciro Pirondi, co-fondatore della brasiliana Escola da Cidade

La Professoressa Helena Cavalheiro coordina un laboratorio con alcuni studenti in occasione della 21° Biennale di Architettura e urbanistica del Cile (ph. ©Fernanda Teixeira).

 

Klaus K. Loenhart, architetto paesaggista dell’Institute of Architecture and Landscape del Politecnico di Graz

Con il progetto Grüne Erde, il laboratorio bioclimatico e il lavoro di prototipazione di Klaus K. Loenhart e del suo team sono stati elaborati in un ambiente su grande scala. Un enorme sistema a ripiani mette in mostra i materiali naturali con i quali sono creati i prodotti di Grüne Erde.

 

Il simposio annuale del Global Award for Sustainable Architecture è patrocinato dall’Unesco. Main sponsor del premio Saint-Gobain.

Jana Revedin

Architetto, designer, docente e scrittrice, Jana Revedin è nata a Costanza e si è laureata in architettura al Politecnico di Milano. In seguito ha conseguito il dottorato in Architettura e Urbanistica all’Università Iuav di Venezia.
Attualmente è docente presso l’École spéciale d’architecture di Parigi, contribuendo con la sua esperienza come membro del laboratorio di ricerca Cnrs “Environnement, ville, société”. È anche Delegata Unesco presso l’Education and Research Commission dell’Unione Internazionale degli Architetti (Uia).
Nel 1996 ha fondato il suo studio professionale a Venezia. Nel 2014 ha ricevuto il Chevalier des Arts et des Lettres e nel 2017 la Médaille de la Prospective dall’Académie d’Architecture. È stata Dal 2022 è membro dell’Académie d’Architecture.

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