L’architettura del welfare a Pesaro. Carlo Aymonino e il Gruppo Architettura

Inaugura sabato 18 luglio nell’ex-chiesa del Suffragio di Pesaro la mostra a cura di Manuel Orazi che documenta l’architettura e l’urbanistica progettate a Pesaro fra il 1969 e la metà degli anni Ottanta, uno tra gli esempi di welfare urbano più importanti di quel periodo storico.

Carlo Aymonino con Cesare Montanari e Maria Luisa Tugnoli, campus scolastico di Pesaro (ph. courtesy Iuav).

 

Il lungo lavoro di Carlo Aymonino (1926-2010) e del Gruppo Architettura (Gianni Fabbri, Gianugo Polesello, Luciano Semerani, Raffaele Panella e altri) proveniente dall’Università Iuav di Venezia ha modificato il baricentro della città, adeguandola alla nuova dimensione territoriale raggiunta con il boom economico e lo sviluppo del distretto del mobile, e rendendola un caso di studio internazionale.
Da un lato il Piano intercomunale – il primo adottato in Italia – e il Piano particolareggiato del centro storico approvati dalla Giunta di Marcello Stefanini hanno riguardato tutte le possibili applicazioni del progetto investendo l’intero territorio comunale.
Dall’altro, in periferia, è stato realizzato il complesso scolastico che raccoglieva tre scuole superiori a formare un Campus collegato alla rete viaria provinciale.

Pesaro è stata così modernizzata con una visione ambiziosa in competizione diretta con il lavoro di Giancarlo De Carlo a Urbino e Rimini negli stessi anni.

In occasione del centenario di Carlo Aymonino, un gruppo di storici, economisti, fotografi e architetti rileggono il lascito di quell’epoca che oggi torna d’attualità grazie all’iniziativa promossa dalla Commissione Europea Nuovo Bauhaus Europeo sugli spazi pubblici.

Catalogo Quodlibet con contributi di: Antonio Calafati, Elena Calafati, Simone Capra, Gianni Fabbri, Kersten Geers, Manuel Orazi, Paolo Rosselli.

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