Roma, restyling firmato Alvisi Kirimoto

  • Nel centro di Roma il ristorante Per Me di Giulio Terrinoni si amplia e acquista un nuovo look
Alvisi Kirimoto opera di Junko Kirimoto

Recentemente il ristorante stellato Per Me di Giulio Terrinoni è stato rinnovato su progetto d’autore: è lo studio romano Alvisi Kirimoto a firmare il restyling del locale, che da poco aveva acquisito un’ulteriore vetrina su strada nel cuore di Roma, riportando il piano terra del palazzo all’impianto originario.

A due passi da Campo de’ Fiori, nel suggestivo vicolo del Malpasso, la chiusura della bottega di un corniciaio ha permesso lo strategico ampliamento: oltre alla conquista della terza arcata, dietro cui ora si cela una sala che in tempi normali può ospitare dai 12 ai 16 coperti, l’intervento comprende il rifacimento della zona di ingresso e la sostituzione degli infissi in facciata.

Giulio Terrinoni, al centro, con Junko Kirimoto e Massimo Alvisi (foto ©Ilaria Magliocchetti Lombi).

La nuova vetrina ad arco, realizzata con un esile profilo in ferro a taglio termico, favorisce il dialogo tra il ristorante e la città e rivela una prospettiva inedita sugli interni, ora inondati di luce naturale. Qui, gli architetti si sono inseriti con grande rispetto, per un lavoro improntato alla continuità stilistica: «Il nuovo spazio – commenta lo chef Giulio Terrinoni – sembra esserci da sempre».

La nuova vetrina ad arco del locale (foto ©Ilaria Magliocchetti Lombi).
La nuova vetrina ad arco del locale (foto ©Ilaria Magliocchetti Lombi).

Il progetto riprende la matericità e le tonalità della parte già esistente: pareti candide, pavimento in listoni di wengè massello, soffitto in legno con travi e travetti a vista, riportato alla luce eliminando il controsoffitto esistente. Una boiserie in legno di wengè a filo parete, in accordo con la pavimentazione, corre per un’altezza di 90 cm lungo i lati maggiori della sala rettangolare, trasformandosi sul fronte strada in un mobile contenitore e frigo vini, su cui si staglia una sottile mensola in ferro appesa al soffitto. Sulla fascia bruna si attestano i tavoli in lastra di paperstone nero con base in ferro verniciato, dal design minimal ed elegante, privi di tovaglia per non distogliere l’attenzione dalle portate.

Sulla sinistra l'ingresso su strada. Visibile il nuovo elemento guardaroba attrezzato, verso strada, con mensole dove riporre composizioni floreali in stile giapponese (foto ©Ilaria Magliocchetti Lombi).

Ad accendere l’ambiente, sulla parete di fondo, un’opera site-specific di Junko Kirimoto cattura l’attenzione già dall’esterno: una fonte luminosa composta da un insieme di elementi sferici piegati e ancorati in punti diversi e tra loro, a distanza variabile dalla parete, creano movimento, in un gioco tridimensionale di luci e di ombre, di pieni e di vuoti.

«Come Giulio Terrinoni lavora sulla forza e l’estetica degli ingredienti, esaltandoli e donando loro nuova vita attraverso un processo creativo – spiega Junko Kirimoto, co-fondatrice dello studio – così ho immaginato la luce come la materia prima per emozionare. L’opera si presenta come un’esplosione di piccoli dischi luminosi che modellano lo spazio, astratto e dinamico, e proiettano la sala in una dimensione altra. Pensata per stimolare la curiosità degli ospiti, la nostra creazione tesse un gioco di rimandi visivi con le proposte dello chef. All’esperienza culinaria si accompagna lo stupore di trovarsi di fronte a una parete decostruita, fortemente materica e in continua evoluzione».

Esili binari metallici, sospesi e ancorati al soffitto ligneo, alimentano faretti cilindrici orientati sull’opera, illuminata anche dalla luce radente di una sorgente led nascosta nella parte superiore del pannello. Tutti i punti luce, compresi quelli spot che costellano le pareti laterali, sono controllabili e regolabili con un sistema domotico, che permette di attivare una serie di scenari diversi e di illuminare i tavoli in diverse possibili configurazioni.

Il progetto dell'opera site-specific (©Junko Kirimoto)

Il soffitto in doghe di legno wengè e i pannelli – sempre in wengè – che rivestono il portale di passaggio alla sala esistente e quello che dà accesso al nuovo ambiente, contribuiscono all’atmosfera calda che si coglie all’ingresso del locale.

A dare importanza alla nuova entrata è l’elemento guardaroba – un parallelepipedo sospeso con gli angoli morbidi rivestito in stoffa tramata e bronzata, con un ancoraggio invisibile sul prospetto laterale. Sul fronte strada, nella maglia/texture del mobile è inserita una cremagliera che funge da supporto per mensole minimal in metallo di colore nero pensate per accogliere ikebana, composizioni floreali costantemente rinnovate che adornano la facciata.


Crediti

Progetto: ampliamento del ristorante Per Me di Giulio Terrinoni

Luogo: Vicolo del Malpasso, 8-9-10 — Roma

Committente:Giulio Terrinoni

Architetti: Alvisi Kirimoto

Team di progetto: Massimo Alvisi, Junko Kirimoto, Chiara Quadraccia

Impresa: SAET

Superficie: 113 mq, nuovo intervento: 32 mq

Data di completamento: gennaio 2020


Forniture

Opere in legno su disegno Alvisi Kirimoto(boiserie armadio ingresso, mobili in vengè, pannelli in wengè, mensole in legno e wengè, controsoffitto ingresso, tavoli in ferro e paperstone): Devoto Arredamenti srl.

Sedute: modello “By” di Bonaldo spa

Infissi esterni: vetrine con infisso in ferro profilo Secco Sistemi

Illuminazione: binari sospesi a soffitto con luce diretta per illuminazione tavoli e ambiente con proiettori marca Aria modello “Micro Perfetto”; luce indiretta per illuminazione soffitto con linea led, linea led 200k 300k e RGB per illuminazione opera d’arte; illuminazione esterna: Bega

Profili Binari illuminazione: profili in ferro realizzati da Luce e Design srl su disegno

Audio: casse e sub woofer marca Sonos

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