Nel cuore del distretto finanziario di Hong Kong, Neri&Hu ha ridisegnato la facciata del Mandarin Oriental The Landmark trasformando una serie di preesistenze frammentarie in un involucro unitario.
L’intervento fa parte del programma di riqualificazione del complesso The Landmark promosso da Hong Kong Land e riguarda l’edificio precedentemente occupato dal grande magazzino Harvey Nichols, lungo Queen’s Road.

Il progetto ha dovuto confrontarsi con vincoli precisi: il mantenimento dell’ingombro e della struttura esistenti, il volume inclinato a sbalzo tra il secondo e il terzo piano e la facciata continua superiore, caratterizzata da un profilo a zig-zag al quarto livello e in corrispondenza del parapetto.
Elementi concepiti in origine per un edificio commerciale, nel quale il volume aggettante funzionava come grande vetrina urbana, vengono ricondotti a una composizione coerente con la nuova destinazione alberghiera.

La scelta di mantenere la struttura in precedenza a destinazione commerciale colloca l’intervento nell’ambito del riuso adattivo.
La trasformazione non cancella la precedente configurazione, ma ne assume gli elementi più riconoscibili. Il nuovo rivestimento li riunisce in una composizione unitaria, assegnando all’hotel un’identità autonoma rispetto al più ampio complesso commerciale e direzionale di The Landmark.
Neri&Hu interpreta la struttura preesistente come un corpo da rivestire, conservandone la geometria spezzata e accentuandone al tempo stesso la consistenza materica. Il riferimento teorico è la concezione della parete tessile elaborata nell’Ottocento da Gottfried Semper: un sistema di chiusura derivato dall’intreccio, antecedente alla costruzione muraria e considerato uno degli elementi originari dell’architettura.

Da questo principio nasce una facciata simile a una trama, nella quale la solidità della ceramica si combina con la leggerezza visiva del disegno. Il profilo pieghettato dell’involucro precedente viene rielaborato attraverso una successione di moduli curvi e poco profondi.
Le piastrelle in terracotta realizzate su misura sono disposte secondo un andamento sfalsato a zig-zag, capace di evocare l’ordito di un tessuto e di stabilire un rapporto con la facciata continua del complesso, pur distinguendo chiaramente l’hotel dagli edifici adiacenti.
Ogni fila di elementi ceramici poggia su un sottile supporto metallico con finitura bronzo scuro. Tra le superfici opache sono inserite, a intervalli irregolari, piastrelle in vetro colato che, illuminate nelle ore serali, introducono variazioni di profondità e luminosità.
L’ingresso, rivestito in travertino, completa la palette materica insieme al rame brunito e agli elementi metallici e vitrei colorati.

La facciata costruisce così quella che Neri&Hu definisce una «trama urbana»: un involucro fondato sulla ripetizione, sull’incastro e sulla lavorazione artigianale dei materiali, in relazione con la tradizione locale della ceramica e del metallo.
Il volume scultoreo, la colorazione intensa e il carattere prevalentemente opaco segnano una discontinuità rispetto alle torri vetrate del contesto, restituendo al Mandarin Oriental The Landmark una presenza architettonica riconoscibile nel centro di Hong Kong.