Disegnato da Michele De Lucchi e progettato dallo studio AMDL Circle, il Pedrali Pavilion, sorto come spazio temporaneo presso gli Hq di Pedrali a Mornico al Serio nel 2023, oggi diventa permanente con un intervento di trasformazione che ne amplia funzioni e possibilità d’uso.
Del progetto iniziale il padiglione mantiene la posizione e la morfologia, una grande copertura voltata sorretta da ‘gambe’ di legno, mentre nuove sono le caratteristiche costruttive e impiantistiche per adattarlo alla sua nuova destinazione come showroom e, al piano superiore, vasto spazio di incontro che potrà accogliere attività e progetti coerenti con i valori che Pedrali promuove da anni attraverso i percorsi #pedrali4art (sostegno e valorizzazione di iniziative artistiche e culturali di valore), #pedrali4education, rivolto a studenti e docenti, #pedrali4design&architecture e #pedrali4community, orientato alla promozione di attività aperte al territorio e alle comunità.
L’intera struttura del Pedrali Pavilion, fatta di portali arcuati connessi da travi orizzontali e controventata da tiranti di acciaio, è realizzata in legno di abete certificato Pefc.
Il padiglione, a pianta rettangolare, misura 50 metri di lunghezza, 12 metri di larghezza e 9 metri di altezza.
Nuova la copertura, in precedenza in legno e oggi con una nuova pelle di lastre di ottone fornite da Alpewa che per ritmo, dimensioni e sequenza di sovrapposizioni riprende la sequenza delle precedenti scandole di legno.

«Come nei triglifi dell’architettura classica, dove il dettaglio in pietra custodisce il ricordo delle antiche strutture lignee, anche il nuovo tetto mantiene traccia della copertura precedente attraverso una reinterpretazione del disegno e del suo ritmo»– racconta Michele De Lucchi.

Protetta dalla copertura a volta, la gradinata del fronte principale si configura come un’area all’aperto e allo stesso tempo assolve la funzione di accesso al piano superiore, che conserva la preesistente struttura lignea a vista e diventa un auditorium per conferenze, eventi, mostre, incontri e attività formative.
La configurazione spaziale mantiene il carattere aperto e leggero della struttura: il volume arcuato e la presenza diffusa del legno, dal parquet in rovere con finitura opaca alla boiserie in larice, contribuiscono a creare un’atmosfera ovattata e raccolta. L’ampiezza dello spazio e il ritmo degli elementi architettonici generano al tempo stesso una sensazione di apertura e accoglienza. Sul fondo, una grande vetrata affacciata sul verde e sulle aree destinate al progetto di espansione dell’azienda, amplia la percezione dello spazio.

Chiuso con un sistema di ampie superfici vetrate mobili e in diretta comunicazione con una nuova terrazza esterna, lo spazio al piano terra accoglie il nuovo showroom delle collezioni outdoor Pedrali.

Anche il rapporto visivo è stato calibrato: da ogni punto dello showroom la vista è orientata verso il verde circostante in modo da favorire la continuità visiva con l’esterno e favorendo una costante riconnessione con la natura. La luce naturale che attraversa l’ambiente dialoga con i materiali dando vita a una trama delicata e vibrante, capace di restituire un’esperienza sensoriale avvolgente, in cui il confine tra interno ed esterno si attenua progressivamente, accentuando la percezione di apertura e continuità.
L’allestimento dello showroom, progettato dallo studio milanese DWA Design Studio, è dato da una sequenza di grandi quinte verticali che scandiscono lo spazio senza separarlo e costruiscono una successione di ambienti che crea differenti scenari e suggerisce nuove prospettive di impiego dei prodotti.
La nuova vita del Pedrali Pavilion coinvolge anche il paesaggio circostante: la realizzazione degli spazi esterni introduce un nuovo sistema di percorsi e aree di relazione, con una pavimentazione in pietra di Luserna che si sviluppa lungo il perimetro dell’edificio creando continuità tra architettura e paesaggio. A ridosso del padiglione sono state realizzate gradonate inserite nel verde, con alberature stagionali che definiscono luoghi di sosta e incontro, rafforzando il legame tra il padiglione e il contesto naturale che lo accoglie.

Il nuovo giardino nasconde una centrale termica in pompa di calore geotermica acqua-acqua – il cui funzionamento è alimentato per circa un quarto da energia elettrica proveniente dall’impianto fotovoltaico dell’azienda – che impiega l’acqua di falda per il riscaldamento e il raffrescamento del padiglione, della palazzina uffici e, in futuro, dei reparti produttivi.
Un sistema di supervisione centralizzata consente di regolare il funzionamento in base alle effettive esigenze degli ambienti.