Mentre le carte nautiche descrivono gli ostacoli alla navigazione, i portolani spiegano come affrontarli.
In città sempre più affollate di segni, dove è difficile anche rintracciare le corrette indicazioni (e peggio mi sento se Google Maps di notte a Venezia mi consiglia di girare a ovest ma lo sguardo fisso sullo schermo mi fa perdere orientamento e punti fisici di riferimento) servirebbero portolani di terra.
O un’archigrafia, come la defniisce lo studio Migliore+Servetto, da anni impegnato in un’operazione tanto utile quanto trascurata come quella di interpretare la complessità dello spazio contemporaneo, renderne leggibili percorsi e relazioni per migliorare (ampliare, rendere leggibile, semplificare, selezionare) l’esperienza della città.
Nasce da qui la mostra Portolani. 9 progetti di archigrafia urbana, visitabile dal 22 al 24 ottobre presso la sede dello studio in via Col di Lana 8 a Milano, che attraverso i progetti sviluppati racocnta la ricerca dello studio sul rapporto tra grafica, architettura e spazio urbano.

Così come il mare, l’ambiente urbano è già dato: è lì, con gli edifici, le infrastrutture, i percorsi, i cartelli stradali e le insegne che caratterizzano e distinguono (sempre meno a dire il vero) una città dalle altre. Ma come è fruibile?
Con l’archigrafia il segno grafico supera la sua funzione strettamente informativa per diventare materia spaziale e relazionale, capace di generare nuove esperienze e rendere la città più leggibile, riconoscibile e in grado di suscitare appartenenza, conoscenza e empatia tra il luogo e l’individuo.
I nove progetti in mostra restituiscono la varietà delle applicazioni di questo approccio, da Milano a Seoul. Ad essi si aggiunge la dimensione culturale e museale dei progetti sviluppati per Palazzo rReale a Milano, per la fondazione di Generali The Human Safety Net a Venezia e per La Galleria Bper nelle sedi di L’Aquila, Modena e Ferrara, dove il linguaggio grafico contribuisce a costruire sistemi di identità e orientamento capaci di dialogare con il patrimonio architettonico e culturale.

Portolani è uno degli appuntamenti ‘fuorimuseo’ di BIG – Biennale Internazionale Grafica 2026.