Metropolitana di Roma, le nuove stazioni Colosseo e Porta Metronia della linea C

Millenni di civiltà e anni di progettazione, ritrovamenti archeologici e soluzioni ingegneristiche d’avanguardia: attraversare le nuove stazioni Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia inaugurate il 15 dicembre a Roma è un viaggio nella storia della città eterna.

Costruite lungo un tratto di tre chilometri della linea C della metropolitana di Roma, l’infrastruttura driverless di trasporto pubblico che una volta completata connetterà i quadranti nord-ovest e sud-est della capitale, entrambe le nuove stazioni includono percorsi museali che mettono in luce i ritrovamenti archeologici emersi attraversando, nel corso della costruzione, i layer repubblicani e imperiali sui quali è edificata la città.

 

Ph. Moreno Maggi, Edoardo Montaina, ©Metro C

 

Colosseo-Fori Imperiali

Collocata in Via dei Fori Imperiali tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio, fin dall’oculus del piano interrato dell’atrio, che offre un’inedita prospettiva dal basso sul Colosseo, la stazione dialoga con il contesto monumentale.

 

Ph. Moreno Maggi, Edoardo Montaina, ©Metro C

 

Nel passaggio dal piano atrio ai livelli sottostanti, la stazione presenta uno spazio monumentale: una struttura dorata disegna un vasto reticolo sospeso. In fondo alle scale si accede a un piano intermedio che ospita altri due allestimenti museali: il primo dedicato ai 28 pozzi di epoca repubblicana ritrovati durante gli scavi; il secondo che accoglie strutture di età repubblicana e imperiale tra cui un laconicum, un piccolo ambiente termale di una domus romana.

 

Ph. Moreno Maggi, Edoardo Montaina, ©Metro C

 

La continuità cromatica della stazione – finiture scure alle pareti, elementi dorati sui soffitti e illuminazioni puntuali dall’alto – prosegue fino alle banchine dove, sulle pareti, sono presenti decorazioni che raffigurano le piante architettoniche di alcuni dei monumenti che sorgono lungo via dei Fori Imperiali.

Il progetto museale di allestimento interno, curato e finanziato dal Parco archeologico del Colosseo e sviluppato con la partecipazione della Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Architettura e Progetto, che offre un percorso narrativo che accompagna i passeggeri fino alle banchine, al quarto livello interrato.

 

 

 

Porta Metronia

Posta tra piazzale Ipponio, in corrispondenza dell’incrocio tra via Farsalo e via dei Laterani, lungo le Mura Aureliane, la stazione, che sviluppa 5 livelli interrati su una pianta rettangolare di 118 per 28 metri emerge di circa 3 metri dal piano di calpestio con quattro parallelepipedi verticali che agiscono da pozzi di luce naturale, incanalando l’illuminazione verso una piazza ipogea a quota meno 6 e le aree museali sottostanti.

 

Ph. Moreno Maggi, Edoardo Montaina, ©Metro C

 

Il corpo della stazione si sviluppa su una pianta rettangolare di 118 m di lunghezza e 28 m di larghezza, articolata su 5 livelli interrati, fino a una profondità massima di 30 m sotto il piano stradale.

 

 

 

Adiacente alla stazione è stato costruito un nuovo museo archeologico di 4.000 metri quadrati su due livelli interrati, sviluppato dallo studioAbdr Architetti Associati, dedicato ai ritrovamenti emersi in fase di scavo.

Lungo il percorso museale sono presenti spazi di sosta attrezzati con panche per usufruire di proiezioni didattiche e multimediali che arricchiscono la visita.

 

La piazza ipogea. Ph. ©Metro C

 

Archeologia e sfide ingegneristiche

Fondamentale per la realizzazione delle nuove stazioni è stato il lavoro congiunto con il Ministero della Cultura e i suoi Istituti competenti: in particolare, per la stazione Colosseo – Fori imperiali, con il Parco archeologico del Colosseo, che ha finanziato il progetto preliminare dell’allestimento. Si è riusciti così a integrare lo scavo archeologico e la costruzione dell’infrastruttura in un unico processo condiviso nel quale la gestione degli aspetti archeologici è diventata parte stessa della progettazione, rendendo più efficiente e integrato ogni aspetto del progetto, sia in termini di tempistiche, sia in termini economici.

Per affrontare la complessità geologica e archeologica del terreno è stato adottato un metodo di scavo appositamente messo a punto per la realizzazione delle stazioni nel centro di Roma: il “top-down archeologico”, che prevede di realizzare, durante lo scavo dall’alto verso il basso, solai intermedi per contrastare le spinte del terreno sui diaframmi perimetrali, ovvero le “mura esterne” della stazione; in questo caso, la soluzione consente di eseguire gli scavi archeologici e stratigrafici in contemporanea alla realizzazione dei solai, proteggendo i rinvenimenti e ottimizzando i tempi.

 

Ph. Moreno Maggi, Edoardo Montaina, ©Metro C

 

Inoltre, nel corso della costruzione più di 1.700 apparecchiature e sensori hanno monitorato costantemente lo stato di salute dei monumenti storici vicini, tra cui le Chiese di Santa Maria in Domnica, Santo Stefano Rotondo, la Basilica di Massenzio, le Colonnacce del Foro di Nerva e il Tempio di Venere e Roma.

Particolarmente sfidante nella stazione Colosseo è stata la realizzazione dell’interconnessione con la linea B: per realizzarla è stato necessario tagliare una parte della calotta esistente della galleria della Linea B e varare una struttura di scavalco che consentisse l’accesso ai due binari senza interrompere il servizio. Il collegamento tra le linee è stato costruito sopra i binari in esercizio completando il taglio della calotta della galleria esistente, e varando due travi longitudinali che rappresentano l’ossatura portante della struttura di scavalco. Sono state infine varate delle strutture prefabbricate (predalles) e realizzati i solai di fondo e di copertura.

Commissionate da Roma Metropolitane per conto di Roma Capitale, le nuove stazioni sono state realizzate dalla società consortile Metro C, costituita dal Gruppo Webuild, Vianini Lavori, Hitachi Rail, CMB e CCC. Visual concept di Havas.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top