Alfonso Femia è il nuovo presidente della Fondazione Ordine Architetti di Genova

Alfonso Femia è il nuovo presidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova per il biennio 2026-2028.
La nomina è stata formalizzata in occasione della prima seduta del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione, che ha inoltre proceduto alla designazione di Nicola Paolo Russi alla vicepresidenza, di Caterina Tamagno nel ruolo di consigliera segretaria e di Alessandro Orzo in quello di consigliere tesoriere.
Completano la squadra del nuovo consiglio Livio Frisenna, Simona Galateo e Noemi Gallo.

Alfonso Femia, architetto, designer e urbanista, opera in ambito internazionale dal 1995. È fondatore e presidente di Atelier(s) Alfonso Femia, con sedi a Genova, Milano e Parigi.
Ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Ferrara e Genova, alla Kent State University di Firenze ed è stato visiting professor all’Università di Hong Kong.
Autore di numerosi progetti e masterplan in Italia e all’estero, firma opere di rilievo internazionale come i Docks di Marsiglia, la nuova sede del Gruppo Bnl-Bnp Paribas a Roma, il Poligrafico di Stato a Roma, masterplan in Belize e Armenia.
Accanto all’attività professionale svolge un intenso impegno culturale: è ideatore e curatore della Biennale dello Stretto e nel 2025 ha creato la Fondazione Le Città del Futuro, una non profit dedicata ai temi della trasformazione urbana.

Vincitore di numerosi premi in Italia e Francia, è stato più volte selezionato per la Biennale di Venezia e per l’EUMies Award. Ambasciatore del Design Italiano da ADI, è autore di libri e saggi dedicati all’architettura, alla città e al paesaggio contemporaneo.

«Raccolgo con umiltà il testimone lasciatomi di Simona Gabrielli – così Femia all’annuncio dell’incarico – consapevole della complessità crescente e delle responsabilità che gli architetti devono necessariamente assumere nel tempo contemporaneo. Se questo è vero in termini generali, lo è ancora di più per Genova che non può perdere l’opportunità di essere la prima città del Mediterraneo europeo. Nello svolgere con passione il nostro lavoro dobbiamo sempre ricordare che siamo territorio, perché l’umanità è territorio, in una dimensione che tiene insieme storia, memoria, artigianato, materia, che genera senso di appartenenza e definisce la nostra identità individuale e collettiva. La relazione e il dialogo con i luoghi che abitiamo, la sua cura, la necessità di conservare un equilibrio tra natura e artificio sono azioni fondamentali per la nostra stessa esistenza, per proteggere il nostro senso di comunità. L’architettura deve coordinare le azioni di governo del territorio: la città è la prima forma di relazione a cui tendere attraverso il progetto».

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