German House, una nuova pelle per la sede diplomatica tedesca a New York

Il progetto di sauerbruch hutton e Studio Gang trasforma e riqualifica la torre costruita nel 1996 poco a nord del palazzo di vetro delle Nazioni Unite.
Al centro dell’intervento la nuova facciata, insieme alla riorganizzazione degli spazi di lavoro e all’introduzione di sistemi per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Costruita nel 1996 su progetto dello studio newyorkese Schuman Lichtenstein Claman & Efron, la German House di New York ospita la Rappresentanza permanente della Repubblica Federale di Germania presso le Nazioni Unite e il Consolato generale tedesco. L’edificio sarà oggetto di una riqualificazione completa affidata a sauerbruch hutton, lead designer, e Studio Gang, general planner e architect of record.
Il progetto, vincitore del concorso internazionale del 2026, interessa una superficie di circa 10.500 metri quadrati. Più che sostituire l’edificio, l’intervento ne prolunga la vita utile attraverso una trasformazione dell’involucro e degli spazi interni.

 

Render della German House vista dall’East River (©sauerbruch Hutton).

 

La nuova facciata sarà caratterizzata da un sistema di elementi colorati che darà alla torre una presenza più riconoscibile nel profilo urbano di Manhattan. Il progetto prevede inoltre l’integrazione di pannelli fotovoltaici direttamente nell’involucro, collocati verticalmente nelle porzioni maggiormente esposte alla radiazione solare, per produrre energia rinnovabile in situ.

Un altro elemento centrale è il sistema di facciata a bow-window, concepito per integrare schermature solari ad alte prestazioni. La soluzione permette di mantenere le viste verso l’esterno e, contemporaneamente, di rispondere ai requisiti di sicurezza dell’edificio.

A volte l’innovazione consiste anche in un felice ritorno al passato: nel nuovo progetto, gli occupanti potranno aprire le finestre, consentendo così la ventilazione naturale anche ai piani alti della torre.

La trasformazione riguarda anche la distribuzione e le modalità d’uso degli spazi. A metà della torre è prevista una sky lobby, sorte di giardino d’inverno pensato come spazio comune per il personale della Missione presso le Nazioni Unite e del Consolato. Il nuovo ambiente diventa il punto di connessione tra le due funzioni, favorendo incontri informali e una maggiore permeabilità tra i diversi programmi.

In sommità, il progetto introduce un nuovo ristorante distribuito tra il 24° e il 25° piano, collegato a una terrazza protetta con vista sulla città e sull’East River: un padiglione leggero inserito nel verde della terrazza che sarà l’ambiente di incontri e ricevimenti.

 

render ©sauerbruch hutton

 

La scelta di intervenire sull’edificio esistente anziché sostituirlo è parte integrante della strategia progettuale. Secondo il comunicato di sauerbruch hutton, la trasformazione consente di ridurre il carbonio incorporato nell’intervento, migliorando al tempo stesso le prestazioni dell’involucro e il comfort degli utenti.
La riqualificazione diventa così anche un esercizio di adattamento dell’architettura esistente, nel quale la nuova facciata assume un ruolo tanto tecnico quanto espressivo.

Il progetto rappresenta il primo lavoro congiunto tra sauerbruch hutton e Studio Gang. Per lo studio berlinese è inoltre il primo progetto negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato è trasformare la German House in un edificio più aperto e contemporaneo, capace di rappresentare la Germania nel contesto internazionale delle Nazioni Unite senza rinunciare alla continuità con la costruzione esistente.

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