Huussi, al padiglione della Finlandia il futuro del water-closet

Alla 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia il padiglione della Finlandia presenta la mostra Huussi – Imagining the future history of sanitation. Huussi è il nome della toilette compostante nota a molti finlandesi, che la usano nelle case di campagna e nelle abitazioni per le vacanze, ma praticamente sconosciuta nel resto dell’Occidente.

 

Huussi – Imagining the future history of sanitation invita a trattare i nostri rifiuti come una risorsa preziosa, ph. ©Ugo Carmeni.

 

L’esposizione inizia nello spazio intorno al padiglione di Alvar Aalto con la ricostruzione di uno scavo archeologico che consegna simbolicamente lo sciacquone alla storia.
All’interno del padiglione, invece, il nostro attuale approccio ai servizi igienico-sanitari è rivisitato attraverso un documentario immaginario ambientato nell’anno 2043: un viaggio nel tempo che mette in luce il quotidiano spreco di acqua e fertilizzanti.
Altri lavori video forniscono informazioni approfondite sul riciclo dei nutrienti e la sfida urbana di sviluppare soluzioni igienico-sanitarie alternative.

 

Al centro del padiglione progettato da Alvar Aalto è stato installato un huussi, toilette compostante nota a molti finlandesi per il suo uso in campagna e nelle case di vacanza, ph. ©Ugo Carmeni.

 

Al centro del padiglione è stato installato un huussi costruito usando un sistema smontabile di pannelli strutturali in X-Lam. Anche se non utilizzabile durante la mostra, si tratta di un huussi funzionante la cui struttura, dopo la fine della Biennale, verrà donata all’associazione Veras, una no-profit locale che ha sviluppato un parco agro-ambientale sull’isola delle Vignole, nella laguna veneziana.

 

L’hussi è stato costruito usando un sistema smontabile di ritagli di pannelli strutturali in legno lamellare incrociato, ph. ©Ugo Carmeni.

 

Circondato da contenitori per piante riempiti di compost organico e di un fertilizzante a base di urina, l’huussi serve da punto di partenza, su scala domestica, per un dialogo sul trattamento dei rifiuti nel contesto della crisi climatica.
Nelle economie sviluppate, il 30 per cento del consumo idrico domestico viene utilizzato per lo scarico della toilette. Il trattamento delle acque reflue determina il 3,5 per cento delle emissioni globali di gas serra e l’1,3 per cento delle emissioni di CO2 – percentuali paragonabili a quelle dell’aeronautica. A livello globale l’80 per cento delle acque reflue viene rilasciato nell’ambiente senza alcun trattamento, costituendo un pericolo per la salute pubblica e distruggendo l’ecosistema.

L’huussi invita così a rivalutare il proprio ruolo nel ciclo della produzione agricola e a considerare la possibilità di trasformare l’attuale sfruttamento intensivo di acqua e fertilizzanti in un sistema a basso impatto, sostenibile e circolare, che produca energia e che sia basato sul compostaggio.

 

L’huussi è circondato da contenitori per piante riempiti di compost organico e di un fertilizzante a base di urina, ph. ©Ugo Carmeni.

 

Secondo Katarina Siltavuori, direttrice di Archinfo – Information Centre for Finnish Architecture – e commissaria del Padiglione Finlandia, «la toilette con sciacquone è il prodotto perfetto dell’era consumistica: è comoda, igienica, sta dentro casa e richiede poca manutenzione. Basta attivare lo sciacquone e litri di abbondante acqua a basso costo ci scaricano dalle responsabilità che abbiamo verso i nostri rifiuti, trasferendoli altrove per essere gestiti da enti sovvenzionati dal governo.
La tradizionale toilette compostante finlandese è un buon punto di partenza per avvicinare questa necessità di cambiamento
».

 

Un documentario immaginario ambientato nell’anno 2043 rivisita il nostro approccio ai servizi igienico-sanitari, ph. ©Ugo Carmeni.

 

Il gruppo di curatori del padiglione finlandese, sotto il nome di The Dry Collective, è formato dall’artista e architetto Arja Renell, da Eero Renell, partner dello studio von Boehm – Renell Architects, da Emmi Keskisarja e Janne Teräsvirta, fondatrici dello studio e&j Architects, da Antero Jokinen, designer indipendente, scrittore e direttore creativo e dall’architetto Barbara Motta.

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